Una serie di manifestazioni si sono svolte la scorsa settimana in Danimarca e in Groenlandia contro il presidente statunitense Donald Trump e i suoi piani per il controllo dell’isola artica. A riportarlo è il Guardian.
Le proteste hanno coinciso con la visita a Copenaghen di una delegazione bipartisan di legislatori statunitensi, impegnata in incontri con funzionari danesi e groenlandesi. Secondo quanto scritto sul proprio sito web dall’organizzazione Uagut, che riunisce groenlandesi residenti in Danimarca, l’obiettivo delle iniziative “è quello di inviare un messaggio chiaro e unitario di rispetto per la democrazia e i diritti umani fondamentali della Groenlandia”.
Il Guardian ricorda che Jeff Landry, inviato speciale di Trump per la Groenlandia, aveva dichiarato che un accordo per l’acquisizione dell’isola da parte di Washington “dovrebbe e sarà raggiunto” durante quella visita, aggiungendo che il presidente “è seriamente intenzionato” ad acquisire il territorio, che gode di ampia autonomia ma fa parte del Regno di Danimarca.
A ribadire la posizione dei manifestanti era stato anche Poul Johannesen, dell’iniziativa popolare “Hands Off Kalaallit Nunaat”: “In questi tempi, è importante mostrare un fronte unito e cooperare ampiamente. Chiediamo il rispetto del diritto all’autodeterminazione della Groenlandia e il rispetto per il popolo groenlandese. Questa non è solo una lotta per la Groenlandia, ma anche per il resto del mondo”.
Sempre nel corso della stessa settimana, Trump aveva inoltre minacciato di imporre dazi contro coloro che si opponevano ai suoi piani di annessione del territorio. Nei giorni precedenti, diversi alleati della Nato — tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Norvegia e Svezia — avevano schierato truppe sull’isola artica. La premier danese Mette Frederiksen aveva affermato che la difesa della Groenlandia rappresenta una “preoccupazione comune” per l’intera Alleanza atlantica.







