Il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti ha illustrato la Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per il 2026, documento che sarà ora trasmesso alle Camere ai sensi della legge n. 234 del 2012. Si tratta dell’atto con cui il Governo definisce in modo organico gli indirizzi strategici della politica europea italiana per l’anno a venire, offrendo al Parlamento un quadro di riferimento chiaro sulle priorità e sulle iniziative che guideranno l’azione dell’Esecutivo a Bruxelles.
La Relazione si inserisce nel solco del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026, intitolato “Il movimento dell’indipendenza dell’Europa”, adottato lo scorso 21 ottobre. Un programma che punta a rafforzare la sovranità europea in settori considerati cruciali, come difesa, sicurezza, energia, digitale e industria, senza rinunciare all’obiettivo di una crescita sostenibile e inclusiva.
Nel documento presentato da Foti, le priorità italiane vengono collocate proprio dentro questo quadro strategico. La Relazione individua e contestualizza le principali macro-tematiche che segneranno il confronto europeo nel 2026, mettendole in relazione con gli obiettivi indicati dalla Commissione e con le iniziative chiave ad essi collegate.
Uno dei punti centrali è il rafforzamento del mercato unico, considerato uno strumento essenziale per migliorare la competitività del sistema europeo e, in particolare, di quello italiano. In un contesto internazionale sempre più competitivo, l’Italia punta a un mercato interno più integrato, capace di sostenere le imprese, favorire gli investimenti e ridurre gli ostacoli che ancora limitano la piena circolazione di beni, servizi e capitali.
Altro dossier strategico è quello del nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che nei prossimi mesi entrerà nel vivo del negoziato europeo. La Relazione sottolinea l’importanza di questo passaggio per definire le priorità di spesa dell’Unione e per garantire che le risorse europee siano orientate in modo efficace verso crescita, coesione, sicurezza e transizioni strategiche.
Ampio spazio viene poi dedicato al tema dell’allargamento dell’Unione, con un’attenzione particolare ai Balcani occidentali. Per l’Italia, il processo di integrazione di questi Paesi resta una priorità politica e strategica, sia per ragioni di stabilità geopolitica sia per il rafforzamento del ruolo dell’Europa nello scacchiere internazionale.
Infine, la Relazione insiste sul rafforzamento del coordinamento nazionale delle politiche europee, con l’obiettivo di intensificare l’azione italiana già nella fase ascendente del processo decisionale dell’Unione. In altre parole, il Governo punta a incidere di più e prima sulle proposte europee, costruendo posizioni nazionali più solide e tempestive, in dialogo costante con Parlamento e istituzioni.
Nel complesso, il documento presentato da Foti delinea una strategia che mira a coniugare sovranità europea e interesse nazionale, competitività economica e coesione, ruolo internazionale dell’Unione e rafforzamento dei meccanismi decisionali interni. Una cornice che accompagnerà il confronto politico in Parlamento e il lavoro del Governo nei tavoli europei nel corso del 2026.







