Il Piano Mattei non è beneficenza: è la scommessa dell’Italia sul futuro dell’Africa. Cos’è e quali sono gli obiettivi

Rilanciato dal presidente Meloni nell’ambito del tavoolo Italia-Africa, il Piano Mattei nasce con un obiettivo chiaro: costruire una cooperazione capace di generare risultati duraturi per i Paesi coinvolti. Non si tratta di interventi episodici o di aiuti calati dall’alto. Il Piano sviluppa nuovi progetti oppure sostiene iniziative già in corso, condividendo con le Nazioni africane tutte le fasi, dalla progettazione all’attuazione. L’idea di fondo è semplice: garantire ritorni economici e sociali che restino sul territorio e che diventino una base stabile per ulteriori sviluppi.

Sei direttrici per cambiare il terreno di gioco

Il Piano Mattei si muove lungo sei direttrici principali. I settori chiave sono istruzione e formazione, sanità, acqua, agricoltura, energia e infrastrutture fisiche e digitali. Questi ambiti rappresentano i pilastri su cui costruire crescita, servizi e opportunità. Accanto a queste aree, il Piano sta però sviluppando progetti anche in altri campi, dalla cultura allo sport, dall’intelligenza artificiale fino alla cooperazione in ambito spaziale. In questo modo, l’intervento non resta limitato ai bisogni immediati, ma guarda anche alle sfide del futuro.

Lavorare insieme, non dall’alto

Uno degli elementi centrali del Piano Mattei è il metodo. I progetti non vengono imposti, ma costruiti insieme ai Paesi africani. Le fasi di elaborazione, definizione e attuazione si svolgono in modo condiviso, proprio per assicurare che i benefici non siano temporanei. L’obiettivo è creare iniziative che restino sul territorio e che possano diventare una leva stabile di sviluppo, capace di sostenere nuove espansioni nel tempo.

Il coinvolgimento del Sistema Italia e dei partner internazionali

Il Piano prevede il coinvolgimento di tutto il Sistema Italia, a partire dalla rete diplomatico-consolare. Allo stesso tempo, punta a rafforzare le sinergie con le grandi iniziative europee e internazionali che hanno un focus sull’Africa. In particolare, il lavoro si intreccia con le Istituzioni Finanziarie Internazionali, con il Global Gateway dell’Unione europea e con la Partnership for Global Infrastructure and Investment del G7. L’obiettivo è evitare sovrapposizioni e costruire interventi coerenti, capaci di moltiplicare l’impatto degli investimenti.

I Paesi coinvolti: una crescita per fasi

Nella sua prima fase, il Piano Mattei ha preso forma attraverso progetti pilota in nove Paesi. Quattro appartengono al quadrante nordafricano: Egitto, Tunisia, Marocco e Algeria. Cinque si trovano nell’area subsahariana: Kenya, Etiopia, Mozambico, Repubblica del Congo e Costa d’Avorio. Nella seconda fase, seguendo una logica incrementale, il Piano si è esteso anche ad Angola, Ghana, Mauritania, Senegal e Tanzania. Questo ampliamento mostra una strategia che cresce passo dopo passo, senza forzature, ma con l’idea di allargare progressivamente il raggio d’azione.

Il Corridoio di Lobito come progetto simbolo

Accanto ai progetti nazionali, il Piano Mattei sostiene anche iniziative transnazionali. Tra queste, spicca il Corridoio di Lobito, un grande sistema infrastrutturale di connettività in Africa. Il progetto collegherà le infrastrutture ferroviarie esistenti nelle regioni orientali dell’Angola e dello Zambia, passando per la Repubblica Democratica del Congo. La nuova linea sarà lunga circa 800 chilometri e unirà i centri di Luacano, in Angola, alla città di Chingola, in Zambia. Oltre alla ferrovia, il Corridoio prevede anche interventi per rafforzare le connessioni digitali ed energetiche, con iniziative pensate tenendo conto delle esigenze delle comunità locali attraversate dall’infrastruttura. In questa fase iniziale, la partecipazione finanziaria italiana potrà arrivare fino a 320 milioni di dollari.

Una strategia che guarda al lungo periodo

Nel suo insieme, il Piano Mattei si presenta come una strategia a tutto campo. Non punta solo a rispondere a emergenze, ma a costruire basi solide per lo sviluppo. Settori chiave, coinvolgimento dei partner, crescita per fasi e grandi progetti infrastrutturali si tengono insieme dentro un disegno che mira a creare stabilità, opportunità e crescita condivisa. La vera scommessa, oggi, è trasformare questa impostazione in risultati concreti e duraturi per i Paesi africani e per chi, con loro, ha scelto di investire sul futuro.