Kallas: “No alla restituzione dei beni russi senza riparazioni”

KAJA KALLAS

L’alta rappresentante Ue Kaja Kallas ha dichiarato che i beni russi congelati non saranno restituiti senza riparazioni per l’Ucraina. Durante la riunione informale dei ministri degli esteri a Copenaghen il 30 agosto 2025, Kallas ha sottolineato la necessità di approfondire la gestione dei 210 miliardi di euro di beni statali russi congelati dall’Ue. L’obiettivo è prepararsi a un eventuale cessate il fuoco o accordo di pace, mantenendo la pressione su Mosca.

Una posizione chiara

“Non possiamo pensare che, in caso di cessate il fuoco o di un accordo di pace, questi beni vengano restituiti alla Russia se questa non ha pagato le riparazioni”, ha affermato Kallas. La dichiarazione riflette la determinazione dell’Ue a utilizzare i beni congelati come leva per garantire giustizia per i danni subiti dall’Ucraina. I ministri, riuniti in un Consiglio Affari Esteri informale, hanno discusso senza prendere decisioni, focalizzandosi sulla guerra in corso.

I beni congelati e il loro utilizzo

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, l’Ue ha congelato beni statali russi per 210 miliardi di euro. Questi fondi, non confiscati, generano interessi che l’Ue destina al sostegno militare e umanitario di Kiev. La proposta di Kallas punta a formalizzare un meccanismo che condizioni la restituzione dei beni al pagamento di riparazioni, rafforzando la posizione negoziale dell’Ucraina in futuri colloqui di pace.

Discussioni strategiche a Copenaghen

Il Consiglio informale di Copenaghen ha permesso ai ministri di analizzare le implicazioni di un possibile cessate il fuoco. Kallas ha insistito sull’importanza di una strategia coordinata per evitare che la Russia tragga benefici senza assumersi responsabilità. “Dobbiamo essere pronti a ogni scenario”, ha detto, sottolineando la necessità di un dibattito approfondito per definire il ruolo dei beni congelati nel processo di pace.

Un segnale a Mosca

La posizione di Kallas invia un messaggio chiaro alla Russia: i beni congelati resteranno un punto di pressione fino al riconoscimento dei danni causati. Con l’Ue che utilizza già gli interessi per finanziare Kiev, la gestione di questi fondi potrebbe diventare centrale in eventuali negoziati. La riunione di Copenaghen segna un passo verso una strategia più definita, mentre l’Europa continua a sostenere l’Ucraina contro l’aggressione russa.