Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato ai capi di Stato e di governo dell’Unione Africana in un contesto che ha definito storico per l’Italia. L’invito a partecipare all’Assemblea, ha spiegato, rappresenta un segno di fiducia che il nostro Paese accoglie con rispetto e senso di responsabilità. Secondo la premier, l’Italia porta con sé una tradizione fatta di dialogo, confronto e rispetto, e vuole costruire il proprio rapporto con l’Africa partendo da una parola chiave: cooperazione.
“La cooperazione non è beneficenza”
Nel suo intervento, Meloni ha chiarito cosa intende per cooperazione. Non un rapporto sbilanciato, non un’azione calata dall’alto e nemmeno una forma di semplice aiuto. La cooperazione, ha detto, significa lavorare insieme da pari, valorizzando le specificità di ciascuno. Se si guarda l’altro dall’alto in basso, ha spiegato, non si può parlare di collaborazione. Allo stesso modo, se si punta solo a sfruttare le risorse o a fare beneficenza, non si costruisce un vero partenariato. L’obiettivo dichiarato dell’Italia è quindi quello di costruire insieme e non di imporre soluzioni.
Il Piano Mattei come piattaforma comune
Al centro del discorso c’è il Piano Mattei per l’Africa, presentato come uno strumento condiviso e non come un progetto imposto dall’esterno. Meloni ha ricordato il secondo Vertice Italia-Africa, il primo tenuto nel Continente, e ha ringraziato i leader africani per la collaborazione. Il Piano, ha spiegato, riguarda settori chiave come infrastrutture, agricoltura, salute e formazione, con un’attenzione speciale ai progetti legati all’acqua. L’idea è offrire know-how, tecnologie e investimenti per sostenere gli obiettivi dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana, a partire dalla creazione di un grande mercato continentale integrato e prospero.
Infrastrutture e connessioni per crescere
Secondo la presidente del Consiglio, per raggiungere questi obiettivi servono interconnessioni efficienti, sicure e veloci. In questo quadro ha citato il Corridoio di Lobito, la grande dorsale ferroviaria e infrastrutturale che collegherà i mercati africani a quelli globali. Un progetto che vede l’Italia impegnata insieme agli Stati Uniti e all’Unione Europea e che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe avvicinare persone, idee ed economie, rafforzando lo sviluppo del Continente.
Debito, giustizia e responsabilità
Un altro punto centrale del discorso riguarda il debito dei Paesi africani. Meloni ha ricordato che l’Italia ha lanciato un programma di conversione del debito, che prevede la trasformazione del debito dei Paesi più fragili in investimenti e il rafforzamento del contributo ai fondi della Banca Mondiale. Inoltre, nei prestiti bilaterali sono state inserite clausole di sospensione del debito per i Paesi colpiti da eventi climatici estremi. Secondo la premier, si tratta di scelte basate su giustizia e responsabilità, pensate per liberare risorse utili allo sviluppo e alla stabilità, soprattutto nelle aree più colpite da crisi e conflitti.
Africa al centro del futuro globale
Meloni ha poi allargato lo sguardo al quadro geopolitico. Ha detto che la storia oggi “corre” proprio in Africa e che chi non comprende questo scenario rischia di restare indietro. Ha descritto il Continente come ricco di risorse, di terre coltivabili e soprattutto di capitale umano, che considera decisivo nell’epoca del sapere. Per questo l’Italia ha investito molto nei progetti di formazione per i giovani, anche nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il diritto a restare e il tema delle migrazioni
Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha legato lo sviluppo anche al tema delle migrazioni. Ha spiegato che l’obiettivo non è solo gestire i flussi, ma garantire alle persone una libertà spesso negata: la libertà di restare nella propria terra. Per farlo, ha detto, servono opportunità concrete di studio e lavoro, investimenti nell’istruzione, partnership industriali e progetti capaci di creare occupazione stabile. Solo così si può evitare che i giovani siano costretti a partire, spesso rischiando la vita.
Un’alleanza su formazione e innovazione
Infine, Meloni ha proposto di costruire una grande alleanza tra Italia, Europa e Africa su formazione, ricerca, università e innovazione. Un’alleanza, ha spiegato, non per sottrarre talenti, ma per moltiplicarli e per costruire un modello di sviluppo che rispetti le persone e valorizzi le identità. Il suo augurio, citando Plinio il Vecchio, è che “dall’Africa nasca qualcosa di nuovo”, qualcosa capace di sorprendere il mondo e di aprire una fase diversa nei rapporti tra i Continenti.







