Piccoli agricoltori schiacciati: stop agli abusi nella filiera, l’Europa dichiara guerra ai giganti

agricoltura

L’Unione europea prova a mettere un argine agli abusi nella filiera agroalimentare e a riequilibrare i rapporti di forza tra produttori e grandi acquirenti. Con un voto unanime, il Parlamento europeo ha approvato nuove norme per proteggere gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali, soprattutto nei casi transfrontalieri. L’obiettivo è chiaro: garantire che chi lavora la terra riceva una remunerazione equa e non venga schiacciato dal potere contrattuale di grandi gruppi, catene di supermercati e intermediari.

Il via libera è arrivato con numeri che parlano da soli: 555 voti a favore, nessun contrario e 26 astensioni. Le nuove regole obbligano le autorità nazionali a cooperare tra loro per prevenire, indagare e sanzionare i comportamenti scorretti che danneggiano agricoltori e piccoli imprenditori agricoli. Non si tratta solo di un rafforzamento formale dei controlli, ma di un cambio di passo nel modo in cui l’Unione intende difendere uno dei settori più esposti agli squilibri di mercato.

Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità per gli Stati membri di intervenire di propria iniziativa. In pratica, le autorità nazionali potranno fermare automaticamente le pratiche commerciali sleali transfrontaliere senza dover attendere il reclamo di un produttore. Questo meccanismo ricalca quello già in uso per la tutela delle indicazioni geografiche nel mercato unico e punta a rendere la protezione più rapida ed efficace, soprattutto nei casi in cui gli agricoltori temono ritorsioni o non hanno la forza di esporsi direttamente.

Le nuove norme guardano anche oltre i confini dell’Unione. Per evitare che gli operatori eludano le regole spostando la propria sede fuori dall’Ue, il regolamento estende la tutela anche contro gli acquirenti extraeuropei. Grandi distributori, grossisti e intermediari registrati fuori dall’Unione dovranno designare un referente responsabile nell’Ue, che diventerà il punto di contatto per le autorità di controllo e dovrà collaborare alle indagini. È un passaggio importante, perché riconosce che il mercato agroalimentare è ormai globale e che le tutele non possono fermarsi ai confini europei.

Un altro pilastro del nuovo sistema è lo scambio di informazioni tra i Paesi membri. Le autorità nazionali potranno comunicare tra loro attraverso il sistema di informazione del mercato interno, già utilizzato per lo scambio di dati tra le pubbliche amministrazioni europee. Questo strumento servirà a segnalare pratiche sleali già in atto o il rischio che si verifichino, con l’obiettivo di rendere le reazioni più rapide, coordinate e anche più dissuasive.

Il relatore del provvedimento, Stefano Bonaccini, ha parlato di un vero e proprio atto di giustizia economica e sociale. Secondo Bonaccini, l’Europa manda un messaggio chiaro: gli agricoltori non dovranno più subire richieste e comportamenti ingiusti da parte dei grandi acquirenti. Rafforzare le tutele per i piccoli produttori significa, nelle intenzioni del Parlamento, costruire una filiera agroalimentare più equa, trasparente e meno esposta allo sfruttamento.

Ora il testo deve essere adottato formalmente dal Consiglio dell’Ue. Le nuove norme entreranno in vigore 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione. Si tratta di un passaggio atteso, soprattutto se si considera che circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati nell’Ue proviene da un altro Stato membro. In questo contesto, rafforzare la cooperazione tra le autorità e chiudere le scappatoie per chi abusa del proprio potere contrattuale diventa una condizione essenziale per difendere il lavoro degli agricoltori e la tenuta stessa del sistema agroalimentare europeo.