Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato a Tianjin per il vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco). La visita, iniziata il 31 agosto 2025, lo vedrà partecipare il 3 settembre alla parata militare di Piazza Tienanmen a Pechino, che celebra gli 80 anni della vittoria nella Seconda guerra mondiale. Su invito del presidente cinese Xi Jinping, Putin resterà in Cina per quattro giorni, un evento definito “raro” dal consigliere del Cremlino Yury Ushakov.
Il vertice Sco a Tianjin
Putin è atterrato a Tianjin per l’apertura del vertice Sco, in programma dal 31 agosto al 1° settembre. L’evento riunisce leader di 10 Stati membri, tra cui Cina, India, Iran e Pakistan, per discutere di sicurezza, cooperazione economica e contrasto al terrorismo. La presenza di Putin sottolinea l’importanza strategica dell’alleanza per rafforzare l’influenza di Russia e Cina in Eurasia, in un contesto di tensioni con l’Occidente.
Parata militare a Pechino
Il 3 settembre, Putin sarà ospite d’onore alla parata militare di Piazza Tienanmen, organizzata per commemorare la vittoria nella Seconda guerra mondiale. L’evento, che vedrà la partecipazione di leader come il nordcoreano Kim Jong-un, mostrerà la potenza militare cinese e rafforzerà il legame tra Mosca e Pechino. “Un viaggio di quattro giorni è insolito per Putin”, ha dichiarato Ushakov, evidenziando la rilevanza della visita.
Un’agenda intensa
Durante la visita, Putin terrà incontri bilaterali con Xi Jinping e altri leader, tra cui il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. I temi principali includono il conflitto in Ucraina, la cooperazione economica e la sicurezza regionale. La Russia punta a consolidare il partenariato strategico con la Cina, suo principale alleato commerciale, mentre cerca di contrastare le sanzioni occidentali.
Significato geopolitico
La presenza di Putin al vertice Sco e alla parata di Pechino invia un segnale di unità tra Russia e Cina, in opposizione all’egemonia occidentale. La visita, che segue i colloqui bilaterali del 2024, rafforza l’asse Mosca-Pechino in un momento di crescente polarizzazione globale. Con il Cremlino sotto pressione per l’Ucraina, la Cina rappresenta un pilastro cruciale per la strategia diplomatica russa.