Tra Europa e Stati Uniti si apre una crepa: Meloni ammette che il mondo è entrato in una fase pericolosa

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non nasconde le difficoltà del momento. A margine del summit Ua di Addis Abeba, ha definito l’attuale fase delle relazioni internazionali “molto complessa” e quella tra Europa e Stati Uniti addirittura “particolare”. Parole che fotografano un clima di incertezza crescente, in cui gli equilibri tradizionali sembrano meno solidi di un tempo. Secondo Meloni, infatti, il contesto globale impone scelte più consapevoli e una riflessione profonda sul ruolo che l’Europa vuole giocare nei prossimi anni.

Il commento sulla “frattura” evocata da Merz

Le dichiarazioni arrivano anche dopo le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha parlato apertamente di una possibile “frattura” tra Europa e Stati Uniti. Su questo punto, Meloni ha detto di condividere l’analisi quando si sottolinea che l’Europa deve occuparsi di più di se stessa, soprattutto sul fronte della sicurezza. Allo stesso tempo, però, ha chiarito che lavorare per una maggiore integrazione tra le due sponde dell’Atlantico resta fondamentale, perché per i Paesi europei e per l’Italia è ancora più utile valorizzare ciò che unisce invece di concentrarsi su ciò che divide.

Nessun attacco alla cultura “Maga”

Alla domanda sulle critiche di Merz alla cultura politica legata al mondo “Maga”, Meloni ha risposto in modo netto. “No, direi di no”, ha spiegato, precisando che si tratta di valutazioni politiche che ogni leader fa secondo la propria sensibilità. Per la premier, inoltre, questo tipo di giudizi non rientra nelle competenze dell’Unione Europea, perché riguarda il confronto tra partiti e non la linea politica comune delle istituzioni europee. In questo modo, Meloni ha voluto tenere separato il piano del dibattito politico interno da quello delle relazioni internazionali.

L’Europa deve diventare un vero attore geopolitico

Il cuore del ragionamento della presidente del Consiglio riguarda il ruolo dell’Europa. Secondo Meloni, l’Unione deve smettere di ragionare solo in base a ciò che gli altri fanno o non fanno. La vera sfida, ha spiegato, è chiedersi cosa deve fare l’Europa per diventare più autonoma, più forte e più capace di affrontare una fase geopolitica segnata da incertezze crescenti. Questo significa investire sulla sicurezza, sulla capacità di decisione e su una presenza più incisiva nello scenario internazionale.

Tra autonomia europea e legame con Washington

Nel discorso della premier emerge quindi un doppio binario. Da una parte, l’Europa deve rafforzare se stessa e costruire una maggiore autonomia strategica. Dall’altra, però, non può rinunciare al rapporto con gli Stati Uniti, che resta un pilastro per la stabilità del continente. La difficoltà, oggi, sta proprio nel tenere insieme queste due esigenze senza alimentare nuove divisioni. Per questo Meloni insiste sulla necessità di lavorare sulle convergenze, invece di accentuare le differenze.