Trump revoca la scorta a Harris: mossa vista come ritorsione

Trump

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha revocato la scorta del Secret Service all’ex vicepresidente Kamala Harris. La decisione, annunciata il 28 agosto 2025 da un alto funzionario della Casa Bianca, è percepita come una ritorsione politica contro l’ex avversaria democratica. Joe Biden aveva esteso la protezione di Harris per un anno oltre i sei mesi previsti per legge, ma Trump ha ordinato la cessazione immediata delle misure aggiuntive, suscitando critiche.

La decisione di Trump

In una lettera datata giovedì, Trump ha disposto che il Secret Service interrompa “tutte le procedure di sicurezza precedentemente autorizzate” oltre i termini di legge, con effetto dal 1° settembre 2025. A differenza degli ex presidenti, che godono di protezione a vita, gli ex vicepresidenti ricevono la scorta solo per sei mesi dopo la fine del mandato. La direttiva di Biden, non resa pubblica, aveva garantito a Harris un’estensione fino a luglio 2026, ora annullata.

Un atto di ritorsione politica

La mossa di Trump è stata interpretata come una vendetta politica, in linea con altre decisioni contro avversari come John Bolton e i figli di Biden. Harris, che sta per iniziare un tour per promuovere il suo libro “107 Days”, si trova ora senza protezione federale, sollevando preoccupazioni per la sua sicurezza. “Questo è un altro atto di ritorsione”, ha dichiarato la sindaca di Los Angeles Karen Bass, promettendo misure locali per garantire la sicurezza di Harris.

Impatti sulla sicurezza

L’ex vicepresidente, prima donna e persona di colore in quel ruolo, ha affrontato minacce significative durante il suo mandato. La perdita della scorta federale, che includeva protezione 24/7 e monitoraggio delle minacce, potrebbe costringerla a ricorrere a servizi privati, con costi stimati in milioni di dollari annui. Il governatore della California Gavin Newsom ha annunciato la collaborazione con le autorità locali per tutelare Harris durante il tour.

Reazioni e contesto

La decisione ha riacceso il dibattito sulla politicizzazione della sicurezza. I critici accusano Trump di usare il Secret Service come strumento contro i rivali, mentre i suoi sostenitori difendono la scelta come un ritorno alla norma legale. Con Harris vista come possibile candidata per il 2028, la revoca della scorta si inserisce in un clima di forte polarizzazione politica, amplificando le tensioni tra repubblicani e democratici.