Al suo ritorno dal World Economic Forum di Davos, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affrontato con i giornalisti a bordo dell’Air Force One diversi dossier internazionali, ribadendo posizioni su Groenlandia, NATO, sicurezza artica e geopolitica globale.
Sul fronte della Groenlandia, Trump ha confermato che gli Stati Uniti stanno portando avanti discussioni per un’intesa di lungo periodo con la NATO sulla sicurezza dell’isola artica, definita da lui “vitale per la sicurezza nazionale” e per quella dell’Alleanza atlantica. Ha detto che “lavoreremo tutti insieme… come dovrebbe essere”, con “un buon entusiasmo per portare a termine qualcosa”. Secondo il presidente, l’accordo includerebbe la possibilità per gli Stati Uniti di operare nell’isola in funzione della propria difesa, con il coinvolgimento degli alleati, compresa la Danimarca, e senza che il paese debba sostenere costi aggiuntivi se non la costruzione di infrastrutture, che ha citato con il nome “Golden Dome”, un progetto di difesa missilistica legato alla sicurezza artica.
Negli ultimi giorni, Trump aveva minacciato misure economiche per spingere i partner europei ad accettare un intervento negoziale sulla Groenlandia, ma in Svizzera ha annunciato di aver raggiunto una “cornice di accordo” con la NATO, sospendendo le minacce di dazi contro gli alleati europei; ha definito l’intesa “una soluzione vantaggiosa” e sostenuto che “avremo tutto ciò che vogliamo” in termini di sicurezza artica.
Le dichiarazioni di Trump sono parte di una più ampia strategia di proiezione di potere e ruolo statunitense nelle regioni critiche del pianeta, inclusi il Venezuela, l’Iran e l’Ucraina – ambiti nei quali, sempre secondo l’agenda espressa dal presidente, Washington intende rafforzare la propria influenza con accordi di difesa, pressione diplomatica o iniziative di sicurezza condivise con partner strategici. Questo approccio si inscrive nella visione di un ruolo americano centrale nel garantire stabilità internazionale, in particolare nelle aree dove si intrecciano interessi di sicurezza, risorse naturali e posizionamento geostrategico.
In sintesi, il messaggio di Trump post-Davos è stato quello di un impegno a lavorare con la NATO sugli obiettivi di sicurezza artica e regionale, pur mantenendo una posizione assertiva sugli interessi statunitensi, e di spingere per accordi che rafforzino il ruolo degli Stati Uniti e dei loro partner nelle principali questioni di politica estera globale.







