Veleno di rana e accuse dirette a Mosca: Navalny, per l’Europa è stato un omicidio di Stato

Presidente Putin

La morte di Alexei Navalny non sarebbe stata naturale. Secondo cinque Paesi europei, il dissidente russo è stato assassinato dallo Stato russo. La causa sarebbe una rara neurotossina. Si tratta di una sostanza presente nelle rane freccia ecuadoriane. A dirlo sono Germania, Francia, Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi. I governi hanno diffuso una dichiarazione congiunta a margine della Conferenza di Monaco. Il messaggio è chiaro: Navalny sarebbe stato ucciso perché temuto dal Cremlino.

La posizione del Regno Unito

Il Ministero degli Esteri britannico ha parlato senza mezzi termini. “Sappiamo che lo Stato russo ha usato questa tossina letale per colpire Navalny, temendo la sua opposizione”, ha dichiarato. Per questo motivo, Londra ha segnalato Mosca all’organismo internazionale che controlla le armi chimiche. Si tratta dell’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche.

Che cos’è la tossina usata contro Navalny

Secondo i ministri dei cinque Paesi, Navalny è stato avvelenato con una neurotossina classificata come arma chimica. La sostanza sarebbe l’epibatidina, un veleno legato alle rane freccia ecuadoriane. I governi europei affermano di aver lavorato insieme per arrivare a queste conclusioni. Inoltre, i test di laboratorio avrebbero confermato l’avvelenamento avvenuto in prigione. A Monaco era presente anche Yulia Navalnaya. La vedova del dissidente ha dichiarato che le analisi dimostrano l’uso del veleno in una colonia penale russa.

Il ruolo dei laboratori britannici

Secondo quanto riportato da Sky News, gli scienziati britannici di Porton Down avrebbero avuto un ruolo chiave. Il centro avrebbe contribuito a identificare il piano legato al cosiddetto “veleno di rana”. Tuttavia, resta un punto aperto. Non è ancora chiaro come la sostanza sia stata somministrata a Navalny. Al momento della morte, infatti, si trovava in una colonia penale in Siberia.

Le accuse dirette al Cremlino

I ministri dei cinque Paesi parlano di un atto “barbaro”. Secondo loro, un’operazione simile poteva essere compiuta solo dal governo di Vladimir Putin. Per questo annunciano che presenteranno i risultati delle ricerche all’Opac. L’obiettivo è aprire un caso formale sull’uso di armi chimiche.

La versione russa e lo scontro politico

All’epoca, le autorità russe avevano dato un’altra spiegazione. Avevano parlato di “malattie combinate”. Tra le cause indicate c’era anche un battito cardiaco irregolare. Ora, però, la posizione europea cambia il quadro. Secondo Berlino, Parigi, Londra, Stoccolma e L’Aia, Navalny non è morto per caso. È stato ucciso con un veleno.