I negoziati tra Ucraina e Stati Uniti entrano nella fase più delicata. A Parigi, mercoledì, le delegazioni di Kiev e Washington affronteranno le “questioni più difficili” nel percorso verso un possibile accordo di pace, come annunciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Secondo quanto riferito da Zelensky, i colloqui si concentreranno in particolare sul destino della centrale nucleare di Zaporizhzhia, attualmente sotto controllo russo, e sulla gestione dei territori dell’Ucraina orientale occupati dalle forze di Mosca. Si tratta di nodi centrali del negoziato, rimasti finora sullo sfondo delle discussioni diplomatiche.
Il leader ucraino ha spiegato che quella di mercoledì sarà la terza sessione di colloqui in due giorni con gli inviati del presidente degli Stati Uniti, sottolineando che non tutte le informazioni sui risultati raggiunti possono essere rese pubbliche. Il nuovo capo dello staff presidenziale ha comunque parlato di “risultati concreti”, pur invitando alla cautela.
Parallelamente ai colloqui tra Kiev e Washington, a Parigi si è riunita la cosiddetta “Coalizione dei volenterosi”, che riunisce quasi trenta Paesi occidentali insieme a rappresentanti di Stati Uniti, Unione europea e Nato. Al termine dell’incontro è stata annunciata un’intesa su garanzie di sicurezza fondamentali per l’Ucraina, con l’obiettivo di prevenire una nuova invasione russa dopo un eventuale cessate il fuoco.
Francia e Regno Unito hanno confermato la disponibilità a dispiegare propri contingenti militari sul territorio ucraino in una fase post-bellica. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che la forza multinazionale opererebbe lontano dalla linea di contatto, in aria, mare e terra, con una funzione di deterrenza. Alla missione, secondo quanto dichiarato, parteciperà anche la Turchia con un supporto navale.
L’impegno è stato formalizzato in una dichiarazione congiunta firmata da Macron, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dallo stesso Zelensky. Resta però ferma l’opposizione di Mosca: il presidente russo Vladimir Putin ha più volte ribadito di non voler vedere truppe della NATO sul suolo ucraino.
Zelensky ha infine richiamato la necessità di una pressione costante sulla Russia, affermando che la pace dovrà essere accompagnata da garanzie concrete e credibili. I colloqui di Parigi rappresentano dunque un passaggio chiave nel tentativo di trasformare le aperture diplomatiche in un accordo strutturato, mentre il confronto entra nel merito dei dossier più sensibili del conflitto.







