Il 15 gennaio 2001 Jimmy Wales e Larry Sanger mettevano online la prima versione in inglese di Wikipedia. A guidarli era un motto ambizioso: «Celebrare la collaborazione umana al suo meglio».
L’edizione italiana arrivò pochi mesi più tardi, l’11 maggio 2001, all’interno del progetto di Wales di rendere Wikipedia disponibile in più lingue. Una scelta che si è rivelata decisiva: oggi la piattaforma è presente in oltre 300 lingue, conta più di 63 milioni di voci e registra più di 15 miliardi di visualizzazioni al mese. In venticinque anni, quell’enciclopedia libera, gratuita e partecipativa è diventata uno degli strumenti di consultazione più utilizzati al mondo, ma si trova oggi ad affrontare nuove e complesse sfide.
Le basi su cui si fonda Wikipedia
Wikipedia si fonda su un modello rimasto sostanzialmente invariato nel tempo. I contenuti sono scritti e aggiornati da volontari, non ospita pubblicità, non utilizza cookie: impostazione che richiama lo spirito originario di Internet, basato sulla condivisione della conoscenza e sull’accesso libero alle informazioni.
Questo equilibrio è oggi messo alla prova
Il primo fronte critico è quello dell’intelligenza artificiale, che sta modificando il modo in cui gli utenti cercano e consumano informazioni online. Secondo dati diffusi lo scorso ottobre dalla Wikimedia Foundation, in un solo anno Wikipedia ha registrato un calo di circa l’8% delle visualizzazioni di pagina, in parte perché sempre più persone si affidano ai chatbot per ottenere risposte rapide.
A complicare il quadro è arrivata la sfida di Elon Musk
L’imprenditore ha più volte accusato Wikipedia di avere un orientamento politico sbilanciato e, lo scorso ottobre, ha annunciato il lancio di Grokipedia, un’enciclopedia alternativa alimentata dall’intelligenza artificiale. Un progetto che si propone come concorrente diretto e che apre un nuovo capitolo nel confronto tra conoscenza collaborativa umana e sistemi automatizzati.







