C’eravamo abituati a pensare ai giochi olimpici come al regno del sudore, del talento e soprattutto, dell’imprevisto. E invece alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, a recitare il ruolo di protagonista è stato anche l’algoritmo. Silenzioso, invisibile, ma decisivo. E lo sarà sempre di più: secondo Fortune Business Insights, il mercato globale dell’intelligenza artificiale nello sport è stato valutato 1,22 miliardi di dollari nel 2025, arriverà a 1,43 miliardi di dollari nel 2026 e crescerà fino a 5,01 miliardi di dollari entro il 2034, con un incremento del +310% e un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del +16,9% in un decennio.
Il principale motore di questa crescita è il crescente ricorso a processi decisionali basati sui dati per migliorare le prestazioni atletiche e i risultati competitivi, ma anche l’espansione delle soluzioni di engagement dei fan basate sull’intelligenza artificiale. Vi è poi l’analisi predittiva, che viene sempre più utilizzata per prevedere gli infortuni dei giocatori, gestire l’intensità dell’allenamento e supportare lo sviluppo a lungo termine degli atleti. Le piattaforme di intelligenza artificiale basate su cloud stanno peraltro diventando sempre più comuni, offrendo scalabilità e accessibilità a squadre e campionati di tutte le dimensioni. Un fenomeno in esplosione, dunque, che ha travolto anche la competizione olimpica.
Alcuni esempi? Il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, ha presentato Olympic GPT, un’assistente digitale pensato per rispondere in tempo reale alle domande degli spettatori: regolamenti, risultati, curiosità. Una sorta di traduttore simultaneo dei Giochi, capace di contestualizzare ciò che accade, nel momento stesso in cui accade. Dietro le quinte, poi, la macchina produttiva di Olympic Broadcasting Services ha sperimentato strumenti di IA per catalogare flussi video sterminati, generare highlight automatici, arricchire le immagini con metadati e analisi in tempo reale. Il salto di uno sciatore “congelato” a mezz’aria, la grafica che mostra velocità e angolo d’atterraggio: non è fantascienza, è storytelling potenziato. È lo sport che diventa aumentato.
Ma l’IA non si limita a raccontare le imprese e le performance degli atleti in gara: le costruisce
La snowboarder americana Maddie Mastro ha corretto un errore millimetrico grazie alla ricostruzione 3D del suo movimento tramite modelli multimodali basati su IA. La nazionale USA di bob e skeleton ha invece sceltoun ulteriore strumento che consente di trasformare dati e micro-variazioni in vantaggio competitivo. E nel pattinaggio di velocità si è studiata la resistenza dell’aria creando gemelli digitali degli atleti, simulando virtualmente ciò che un tempo si faceva in galleria del vento. Secondo gli esperti siamo davanti a un cambio di paradigma che non depotenzierà il fattore umano, ma ne amplierà la rilevanza.
“L’AI non sostituisce il talento, ma lo amplifica. Permette di vedere l’invisibile e di prendere decisioni migliori in meno tempo. Nello sport questo significa trasformare dettagli infinitesimali in medaglie. Ed è fondamentale per l’innovazione. Ciò che accade in questi giorni sulle piste è solo l’anticipazione di ciò che vivranno le imprese nel prossimo futuro”, spiegano Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la più grande community italiana sul tema, dedicata a imprenditori e manager e creatori del successo internazionale della AI WEEK 2026, l’evento numero uno in Europa sul tema della IA, che si terrà il 19 e 20 maggio 2026 a Milano, alla Fiera di Rho, e rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali per manager, imprenditori, professionisti e innovatori interessati al futuro. E proprio il tema dello sport sarà centrale alla AI WEEK 2026, che conterrà anche l’AI SPORT SUMMIT, che vedrà tra gli ospiti l’ex pilota italiano di Formula 1 Antonio Giovinazzi.
E proprio l’Italia, quando sente odore di podio, si scopre unita come poche altre volte. Le due medaglie d’oro nello sci di Federica Brignone, tornata dopo un grave infortunio, racconta anche di protocolli scientifici, monitoraggi continui e partnership tra la FISI – Federazione Italiana Sport Invernali e soggetti privati per prevenire ricadute e ottimizzare il rientro in gara. E mentre il Paese si appassiona ecco spuntare l’amore inatteso per un’altra disciplina, il curling, trascinato dalle imprese di Stefania Constantini e Amos Mosaner. Sport di precisione, strategia e nervi saldi. Anche qui l’AI ha detto la sua: è stato infatti impiegato un sistema in grado di tracciare traiettorie reali e previsionali in tempo reale, offrendo un supporto tattico che fino a ieri era affidato solo all’intuito.
“La verità è che queste Olimpiadi ci hanno consegnato un’immagine nuova dello sport. La passione resta umana (l’abbraccio a uno sconosciuto visto in diretta davanti al televisore non lo potrà mai replicare un algoritmo) ma l’infrastruttura che la sostiene è sempre più intelligente. E lo sport è il laboratorio perfetto per l’innovazione. – proseguono Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice – Qui l’AI è misurabile: o migliori la performance oppure no. E quando funziona, diventa cultura, metodo, mentalità. È lo stesso approccio che portiamo alla AI WEEK: contaminare mondi diversi, dallo sport all’impresa, per costruire un futuro più consapevole. Forse è proprio questo il punto: non è l’intelligenza artificiale che entra nello sport, ma lo sport che diventa il palcoscenico ideale per mostrarci cosa può fare l’AI quando smette di essere teoria e diventa pratica quotidiana. E allora sì, mentre discutevamo di stone e di atterraggi perfetti, stavamo già vivendo – quasi senza accorgercene – la prima vera Olimpiade dell’era aumentata”.
Ed ecco, secondo gli esperti di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice e AI WEEK, i cinque trend che stanno rivoluzionando il mondo degli sport invernali a livello globale:
- Real time performance optimization: comporta il monitoraggio, l’analisi e la regolazione istantanea delle prestazioni degli atleti e delle squadre durante gli allenamenti o le competizioni. Sfruttando tecnologie come sensori IoT, dispositivi indossabili ed edge computing, l’IA consente ad allenatori e atleti di prendere decisioni immediate e basate sui dati che migliorano le prestazioni, prevengono gli infortuni e perfezionano la strategia;
- Preventive injury prediction: impiega l’apprendimento automatico e la tecnologia indossabile per analizzare i dati biometrici (frequenza cardiaca, affaticamento), il carico di lavoro e la biomeccanica, raggiungendo un’accuratezza fino al 92% nell’identificazione degli atleti ad alto rischio. Questi sistemi consentono adeguamenti personalizzati e in tempo reale dei carichi di allenamento, dell’alimentazione e del recupero, riducendo il verificarsi di infortuni grazie a un intervento proattivo;
- Personalised fan engagement: sfrutta l’analisi dei dati, l’intelligenza artificiale e le piattaforme digitali per fornire contenuti, offerte ed esperienze su misura che favoriscono reazioni emotive più profonde e fidelizzano i tifosi. Analizzando il comportamento, inoltre, le squadre sportive possono offrire interazioni personalizzate in tempo reale, come highlights personalizzati delle partite, merchandising mirato e contenuti digitali esclusivi e interattivi;
- Automated storytelling: si tratta di sistemi che sono in grado di fornire ai fan riassunti algoritmici basati sui loro giocatori/segmenti preferiti, il tutto sempre in tempo reale;
- Data driven decision making: è l’utilizzo di analisi oggettive provenienti da video e modelli statistici per sostituire l’intuizione con strategie basate su prove concrete. Ottimizza e affina le tattiche di gioco e le tecniche e trasforma le squadra in veri e propri sistemi decisionali.







