Altro che passerella: sul Board of Peace Tajani rivendica il ruolo dell’Italia

L’Italia partecipa al Board of Peace come osservatore. Antonio Tajani rivendica la scelta dopo la riunione inaugurale a Washington. “Oggi sono emerse una serie di proposte concrete”, ha detto il ministro degli Esteri al termine del tavolo. “Non è certamente un business board. Ci sono proposte politiche per costruire la pace in Medio Oriente”. Tajani ha parlato all’ambasciata italiana negli Stati Uniti. Ha ribadito che Roma vuole avere un ruolo attivo. “Noi vogliamo essere protagonisti della costruzione della pace. È sempre stato il nostro obiettivo”, ha spiegato.

“È l’unica proposta concreta sul tavolo”

Secondo il ministro, l’iniziativa americana rappresenta oggi l’unica piattaforma reale di confronto. “Quella degli Stati Uniti è l’unica proposta concreta che c’è sul tavolo per costruire la pace in Medio Oriente”, ha affermato. Tajani ha aggiunto che, se esistessero alternative credibili, l’Italia le valuterebbe. “Ma adesso c’è soltanto questa”. Il capo della Farnesina ha difeso la scelta di partecipare, anche se in qualità di osservatore. Per il governo italiano, restare fuori avrebbe significato rinunciare a incidere sul processo.

I Paesi della regione al tavolo

Tajani ha sottolineato anche la presenza dei principali attori regionali. “Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Egitto, Giordania sono tutti lì a partecipare”, ha ricordato. Proprio questo, secondo il ministro, rende legittima e necessaria la presenza italiana. L’Italia, quindi, non vuole limitarsi a guardare. Vuole seguire da vicino il confronto. E vuole provare a pesare nelle scelte che riguardano il futuro del Medio Oriente.