Claudia Conte, giallo sulla laurea in Giurisprudenza. Il caso si arricchisce di un nuovo capitolo, e questa volta non riguarda la sfera privata ma il suo percorso accademico. Dopo la rivelazione della relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sotto i riflettori finisce ora il curriculum della giornalista, opinionista e scrittrice. Al centro della vicenda, un punto preciso: la laurea magistrale in Giurisprudenza che la stessa Conte dichiara.
Secondo quanto riportato nei documenti presentati per ottenere un incarico di docenza presso la scuola di formazione della Polizia di Stato, compare la dicitura “laurea in giurisprudenza”. Un titolo che, nelle ricostruzioni emerse nelle ultime ore, sarebbe stato conseguito alla Luiss. Ma è proprio su questo passaggio che si apre il giallo.
Il nodo della laurea alla Luiss e le verifiche sui registri
Il problema nasce dal confronto tra quanto dichiarato e quanto risulta negli elenchi ufficiali. Secondo verifiche effettuate sugli archivi dei laureati, aggiornati dall’anno accademico 2006-2007 a oggi, il nome di Claudia Conte non comparirebbe tra quelli registrati. Una circostanza che sarebbe stata confermata anche da fonti interne.
Un elemento che non consente automaticamente di escludere il conseguimento della laurea, ma che apre interrogativi inevitabili. Se il titolo esiste, resta da chiarire dove sia stato ottenuto e perché non venga indicato con precisione nei documenti ufficiali.
A complicare ulteriormente il quadro è la modalità con cui il curriculum è stato presentato. Non un documento strutturato e dettagliato, come quelli depositati da altri professionisti coinvolti negli stessi corsi, ma un foglio essenziale, in parte compilato a penna e privo di informazioni fondamentali come l’ateneo di riferimento e la data di conseguimento del titolo.
Il curriculum incompleto e gli incarichi nelle forze dell’ordine
Quel documento è stato utilizzato per l’affidamento di incarichi presso la scuola di perfezionamento per le forze di polizia. In particolare, Claudia Conte ha moderato quattro tavole rotonde tra dicembre 2023 e novembre 2024. Incontri di durata limitata, con compensi contenuti, ma comunque inseriti in un contesto istituzionale.
Secondo quanto riferito da un alto dirigente della Polizia di Stato, la responsabilità delle dichiarazioni contenute nel curriculum resta in capo al singolo professionista. Un passaggio che, implicitamente, rimette la questione al livello individuale, ma non chiude i dubbi sulla completezza delle informazioni fornite.
Il fatto che non esista un curriculum più dettagliato facilmente reperibile aggiunge un ulteriore elemento di incertezza. Una circostanza singolare, considerando il ruolo pubblico della giornalista e la sua presenza in contesti istituzionali, anche come consulente – a titolo gratuito – di una commissione parlamentare d’inchiesta.
I dubbi su master e formazione: tra dichiarazioni e verifiche
Le incongruenze non si fermano alla laurea. Nel documento presentato compare anche un generico riferimento a un master in “Scuola politica”, senza ulteriori specifiche. Da articoli e biografie diffuse online emerge un possibile collegamento con la scuola fondata da Sabino Cassese, ma la partecipazione a quel percorso non equivale al conseguimento di un titolo accademico.
Un altro elemento riguarda la Scuola di politiche sociali ed economiche Carlo Azeglio Ciampi. In alcune presentazioni pubbliche si parla di una frequenza da parte di Conte. Tuttavia, secondo quanto ricostruito, la giornalista avrebbe presentato domanda di ammissione senza poi partecipare effettivamente al corso.
Sono dettagli che, presi singolarmente, potrebbero sembrare marginali. Ma nel loro insieme contribuiscono a delineare un quadro poco chiaro, in cui dichiarazioni, omissioni e verifiche non sempre coincidono.
Il silenzio di Conte e le altre ombre sul caso
Di fronte alle richieste di chiarimento, Claudia Conte ha scelto per ora la linea del silenzio. Nessuna risposta a telefonate, messaggi o email. Una strategia che, almeno nell’immediato, non contribuisce a dissipare i dubbi.
Nel frattempo emergono altri dettagli destinati ad alimentare il caso. Tra questi, il riferimento a una vicenda giudiziaria ormai conclusa, in cui Conte figurava come parte offesa. Negli atti si parla di 6mila euro in contanti custoditi nel comodino di casa. Un elemento che aveva attirato attenzione e che nella sentenza viene spiegato come una scelta legata a esigenze personali di emergenza.
Claudia Conte, giallo sulla laurea in Giurisprudenza
Resta poi il fronte degli impegni pubblici. La presenza della giornalista alla cerimonia per i 174 anni della Polizia, prevista a Frosinone, è stata data per sfumata. Un segnale concreto di come la vicenda stia producendo effetti anche sul piano istituzionale.
Il caso Claudia Conte, nato come episodio mediatico legato alla relazione con il ministro Piantedosi, si trasforma così in una questione più ampia. Non più soltanto gossip politico, ma una verifica puntuale su titoli, incarichi e credibilità. E, soprattutto, una serie di domande che restano ancora senza risposta.







