Contratti pubblici, via libera del Governo a tre CCNL: aumenti, tutele e nuove regole per circa mezzo milione di lavoratori

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo a esprimere il parere favorevole del Governo su tre ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), che riguardano i comparti Funzioni locali e Istruzione e ricerca. Un passaggio che sblocca definitivamente il rinnovo contrattuale per centinaia di migliaia di dipendenti pubblici.

Funzioni locali: aumenti e nuove tutele per 500mila dipendenti

Il primo via libera riguarda il CCNL del personale non dirigenziale delle Funzioni locali per il triennio 2022-2024, destinato a circa 500mila lavoratori. Il contratto, sottoscritto il 3 novembre 2025 da ARAN e dalla maggioranza delle organizzazioni sindacali (ad eccezione della CGIL), ha ottenuto il parere favorevole della Conferenza delle Regioni e del Comitato di settore Autonomie locali.

Il testo introduce importanti novità su relazioni sindacali, innovazione organizzativa e flessibilità dell’orario di lavoro, estesa anche ai familiari di studenti del primo ciclo con DSA impegnati nell’assistenza scolastica a casa. Interviene inoltre sull’ordinamento professionale, rafforzando gli strumenti di incentivazione del personale negli enti privi di dirigenza.

Tra le misure più rilevanti figurano il patrocinio legale in caso di aggressioni, nuove tutele sociali e sanitarie e una disciplina più favorevole per le assenze per malattia in caso di gravi patologie che richiedano terapie salvavita, con l’esclusione di ricoveri, terapie e follow-up dal computo del periodo di comporto.

Sul fronte economico, il contratto riconosce incrementi retributivi medi lordi di circa 136 euro mensili per tredici mensilità, pari a un aumento complessivo del 5,78% sul monte salari 2021, con la parte prevalente destinata alla rivalutazione della retribuzione tabellare.

Dirigenza locale: più lavoro agile e tutele contro le aggressioni

Il secondo parere favorevole riguarda il CCNL dell’Area dirigenziale delle Funzioni locali, sempre per il triennio 2022-2024, sottoscritto l’11 novembre 2025. Il contratto rivede la disciplina del lavoro agile, prevedendo una maggiore estensione dello smart working per chi ha particolari esigenze di salute, assiste familiari con disabilità grave ai sensi della legge 104 o usufruisce dei benefici a sostegno della genitorialità.

Anche per la dirigenza viene introdotto il patrocinio legale in caso di aggressioni, con l’assunzione a carico dell’ente di tutti gli oneri di difesa in ogni grado di giudizio, inclusi consulenti tecnici e fasi preliminari. È inoltre prevista la possibilità di attivare servizi di supporto psicologico per il personale che ne faccia richiesta.

Ricerca e università: contratto per i Tecnologi a tempo indeterminato

Il terzo provvedimento riguarda l’ipotesi di CCNL per i Tecnologi a tempo indeterminato del comparto Istruzione e ricerca, relativa al triennio 2019-2021, sottoscritta il 9 ottobre 2024. Il contratto disciplina in modo specifico la posizione dei tecnologi previsti dall’articolo 24-ter della legge 240/2010, completando un percorso rimasto finora sospeso.

Con l’autorizzazione del Consiglio dei ministri, si avvia ora la fase conclusiva per la piena efficacia dei contratti, che introducono aumenti salariali, maggiori tutele e nuove regole organizzative in settori chiave della pubblica amministrazione. Un passaggio che segna un ulteriore tassello nel rinnovo dei contratti pubblici dopo anni di attesa e negoziati complessi.