Mattarella al Csm: rispetto tra istituzioni e ruolo costituzionale. È con parole nette che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto al plenum del Consiglio superiore della magistratura, che ha presieduto a sorpresa mercoledì mattina. Dal Colle è arrivato un messaggio chiaro: serve rispetto vicendevole in ogni momento e in ogni circostanza, perché è questo l’interesse della Repubblica.
Il capo dello Stato ha spiegato di aver avvertito la necessità di rinnovare con fermezza questa esortazione. Non si tratta di un gesto di routine. Mattarella stesso ha ricordato che in undici anni di mandato non aveva mai partecipato ai lavori ordinari del Consiglio. Proprio questa scelta, quindi, dà il peso politico e istituzionale dell’intervento.
Nel suo discorso, il presidente ha sottolineato il ruolo di rilievo costituzionale del Csm. Ha ribadito soprattutto la necessità che le altre istituzioni manifestino rispetto nei confronti di questo organo. Secondo Mattarella, il corretto funzionamento dell’equilibrio tra i poteri dello Stato passa anche da questo riconoscimento reciproco. Per questo ha parlato di rispetto non come formula astratta, ma come condizione concreta per la tenuta delle istituzioni repubblicane.
Allo stesso tempo, il capo dello Stato non ha nascosto le criticità. Ha detto chiaramente che il Csm non è esente da difetti, lacune ed errori. Ha aggiunto però che lo stesso vale per le altre istituzioni della Repubblica, siano esse parte del potere legislativo, esecutivo o giudiziario. Le critiche, quindi, non sono vietate. Tuttavia devono muoversi dentro un perimetro di correttezza istituzionale e di rispetto reciproco.
Mattarella ha spiegato che la sua presenza al plenum nasce proprio da questa esigenza. Ha voluto sottolineare ancora una volta il valore del ruolo del Csm nell’architettura costituzionale. In un momento in cui il confronto tra politica e magistratura resta teso, il messaggio del Quirinale suona come un richiamo alla misura e alla responsabilità.
Il presidente ha insistito su un punto chiave: il rispetto tra istituzioni non è una questione di forma, ma di sostanza democratica. Senza questo equilibrio, il rischio è che il conflitto permanente indebolisca la credibilità dello Stato e delle sue strutture. Per questo, ha detto, l’esortazione vale sempre, in qualsiasi circostanza.
L’intervento al Csm, proprio perché inusuale, assume così un significato preciso. Mattarella ha voluto mettere un punto fermo, ricordando che il confronto può essere duro, ma deve restare dentro i confini del rispetto istituzionale. È una linea che guarda alla stabilità della Repubblica più che alle polemiche del momento.







