Nato, tutti gli alleati europei e il Canada raggiungono l’obiettivo del 2% del Pil per la difesa nel 2025. I dati pubblicati dall’alleanza il 28 agosto 2025 confermano che, per la prima volta, Paesi come Italia, Belgio e Spagna superano la soglia fissata nel 2014 al vertice del Galles. Gli alleati si preparano ora a incrementare gli investimenti verso il nuovo obiettivo del 3,5% di spesa per la difesa di base e del 5% complessivo entro il 2035.
Un traguardo storico
Dopo oltre un decennio, tutti i 31 alleati Nato con forze armate raggiungono l’obiettivo del 2% del Pil, con l’eccezione dell’Islanda, priva di esercito. Paesi come Albania, Belgio, Canada, Italia, Lussemburgo, Montenegro, Macedonia del Nord, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna superano per la prima volta la soglia. La Germania, i cui dati sono in attesa di conferma per l’approvazione del bilancio, dovrebbe allinearsi. La spesa media degli alleati europei e canadesi sale al 2,27% del Pil, rispetto all’1,99% del 2024 e all’1,40% del 2014.
Verso il 3,5% e il 5% entro il 2035
Al summit di The Hague del 2025, gli alleati hanno concordato un nuovo obiettivo: il 3,5% del Pil per la difesa di base entro il 2035, con un ulteriore 1,5% per infrastrutture e cybersecurity, portando il totale al 5%. “Questo impegno riflette la necessità di una Nato più forte di fronte alle minacce globali”, ha dichiarato il segretario generale Mark Rutte. L’aumento risponde alle tensioni con la Russia e alla necessità di modernizzare le forze armate.
Progressi e investimenti
La spesa complessiva della Nato, inclusi gli Stati Uniti, raggiunge il 2,76% del Pil, pari a circa 1,5 trilioni di dollari nel 2025. Gli alleati europei e il Canada hanno investito 485 miliardi di dollari, un netto progresso rispetto al 2014. Polonia guida con il 4,48% del Pil, seguita da Estonia (3,7%) e Stati Uniti (3,22%). L’Italia, con il 2,1%, supera la soglia per la prima volta, spinta da investimenti in equipaggiamenti militari.
Sfide future
Nonostante il successo, il passaggio al 3,5% e al 5% entro il 2035 presenta sfide, soprattutto per Paesi con vincoli di bilancio come Italia e Spagna. La pressione degli Stati Uniti, in particolare sotto la presidenza Trump, ha accelerato gli impegni, ma la sostenibilità economica resta un nodo. L’obiettivo è rafforzare la deterrenza Nato, garantendo interoperabilità e innovazione, mentre l’alleanza si prepara a un futuro geopolitico sempre più complesso.