Referendum giustizia 2026, affluenza alta: alle 19 sfiora il 39%. Urne aperte fino a domani, sfida decisiva tra sì e norne aperte, clima acceso e partecipazione sopra le aspettative. Il referendum giustizia 2026 parte con un dato che pesa: alle 19 l’affluenza ha raggiunto il 38,9%, superando nettamente quella registrata alla stessa ora nel referendum costituzionale del 2020, quando si fermò al 29,68%. Un segnale politico chiaro, che restituisce il senso di una consultazione sentita e tutt’altro che scontata.
Si vota oggi fino alle 23 e domani dalle 7 alle 15. Essendo un referendum confermativo, non è previsto quorum: la riforma sarà approvata o respinta semplicemente in base alla maggioranza dei voti validi. Un elemento che rende ogni singola scheda decisiva e alza ulteriormente la tensione tra i fronti contrapposti.
Affluenza referendum giustizia 2026: i numeri regione per regione
Il dato nazionale del 38,9% fotografa un’Italia divisa anche nella partecipazione. In testa si conferma l’Emilia-Romagna con il 46,3%, seguita da Lombardia (45%), Toscana (44,7%) e Veneto (43,2%). Numeri solidi che spingono verso una partecipazione finale potenzialmente superiore a quella del 2020, quando si chiuse al 53,8%.
In coda, invece, restano le regioni del Sud. La Sicilia si ferma al 28,7%, seguita da Calabria (29,3%) e Campania (29,9%). Un gap territoriale che, ancora una volta, pesa sul quadro complessivo e che potrebbe influenzare l’esito finale della consultazione.
I dati ufficiali sono pubblicati in tempo reale sul portale <a href=”https://elezioni.interno.gov.it” target=”_blank”>Eligendo del Ministero dell’Interno</a>, riferimento per l’andamento del voto su tutte le 61 mila sezioni aperte nel Paese.
Referendum confermativo: cosa succede se vince sì o no
Il referendum sulla riforma della giustizia è di tipo costituzionale. Significa che non serve raggiungere una soglia minima di partecipazione perché il risultato sia valido, come previsto dalla normativa sui <a href=”https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_costituzionale_in_Italia” target=”_blank”>referendum costituzionali in Italia</a>.
Se prevarranno i sì, la riforma verrà definitivamente approvata e il presidente della Repubblica procederà alla promulgazione della legge costituzionale, che sarà poi pubblicata in Gazzetta Ufficiale. In caso contrario, con la vittoria dei no, il testo approvato dal Parlamento non entrerà mai in vigore.
Politica mobilitata e primi episodi ai seggi
La giornata di voto è accompagnata da una forte mobilitazione politica. Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha votato in Emilia-Romagna e domani sarà a Roma con il comitato per il no. Sui social si moltiplicano gli appelli: “Votiamo, votiamo, votiamo”, scrive Nicola Fratoianni, mentre Giuseppe Conte si limita a un sobrio “Buon voto a tutti”. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha pubblicato una foto al seggio.
Non sono mancati episodi critici. A Catanzaro due persone sono state denunciate per aver fotografato la scheda elettorale, una violazione che ha portato all’annullamento del loro voto. Le operazioni, tuttavia, sono proseguite regolarmente.
La prossima rilevazione sull’affluenza è attesa alle 23. Sarà il primo vero spartiacque di una consultazione che, già a metà giornata, ha mostrato di avere un peso politico ben superiore alle previsioni iniziali.







