Sanità, via libera alla delega per la riorganizzazione del SSN: più territorio, meno attese e cure più vicine ai cittadini

Il Consiglio dei ministri ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge che affida al Governo la delega per la riorganizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale e ospedaliera e per la revisione del modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. La proposta porta la firma del ministro della Salute Orazio Schillaci ed è uno dei provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, intervenendo in modo strutturale su come il Servizio sanitario nazionale funziona e risponde ai bisogni dei cittadini. Al centro della riforma ci sono universalità, equità e solidarietà, ma anche la necessità di rendere il sistema più efficiente e sostenibile nel tempo.

Il cuore dell’intervento riguarda l’organizzazione delle cure. Il Governo punta a superare la frammentazione tra ospedali e territorio, rafforzando l’assistenza di prossimità e integrandola meglio con quella ospedaliera. L’obiettivo è chiaro: curare prima, meglio e più vicino alle persone, evitando accessi impropri in ospedale e garantendo percorsi assistenziali più fluidi, soprattutto per anziani, cronici e persone non autosufficienti.

Uno dei punti centrali della delega è la riduzione delle liste d’attesa. Il disegno di legge indica come priorità assoluta garantire tempi certi per visite ed esami diagnostici, puntando su una maggiore appropriatezza clinica e organizzativa. In altre parole, meno sprechi, più coordinamento e un uso più razionale delle risorse disponibili.

La riforma prevede anche un aggiornamento della classificazione delle strutture ospedaliere e del dimensionamento delle unità operative, tenendo conto dei bacini di utenza reali. Sono inoltre previste nuove reti assistenziali, in particolare per le patologie tempo-dipendenti e per le specialità più complesse, così da assicurare cure sicure e di qualità su tutto il territorio nazionale.

Grande attenzione viene riservata all’assistenza territoriale: ospedali di comunità, integrazione socio-sanitaria, valorizzazione della medicina generale e del ruolo dei pediatri di libera scelta diventano pilastri del nuovo assetto. L’obiettivo è rispondere in modo più efficace ai bisogni complessi della popolazione, riducendo le disuguaglianze tra le diverse aree del Paese.

Il disegno di legge rafforza infine il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), per garantire standard di cura omogenei e superare le disparità territoriali, nel rispetto delle competenze delle Regioni e delle Province autonome.

Con questa delega, il Governo apre la strada a una revisione profonda del Servizio sanitario nazionale. Ora la sfida passa ai decreti attuativi, chiamati a tradurre i principi in cambiamenti concreti e percepibili nella vita quotidiana dei cittadini.