Spin Time Labs, il conto arriva al Viminale: oltre 21 milioni di risarcimento per il mancato sgombero dell’immobile occupato a Roma

Per lo Stato è una di quelle sentenze che pesano due volte: una per l’importo, l’altra per il principio. Il Viminale dovrà risarcire oltre 21 milioni di euro per il mancato sgombero di Spin Time Labs, l’immobile occupato dai movimenti per la casa in via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tribunale civile della Capitale con una sentenza emessa il 18 dicembre, composta da 25 pagine, che obbliga il ministero dell’Interno a versare alla società InvestiRE SGR 21.182.118,50 euro.

La vicenda si intreccia con la gestione dell’ordine pubblico e con i tempi, spesso lunghi e complessi, dell’esecuzione dei provvedimenti. L’edificio, infatti, era presente nel piano sgomberi della prefettura di Roma, indicato come prioritario “proprio per volere dell’attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”, secondo quanto riportato nel materiale. Eppure, sul piano giudiziario, il nodo non è la scelta politica di intervenire o non intervenire, ma la responsabilità amministrativa legata alla mancata esecuzione di un sequestro già disposto dall’autorità giudiziaria.

La condanna non si ferma alla cifra principale. Il Tribunale impone al Viminale anche il pagamento degli interessi compensativi “sul debito di valore” e di quelli maturati dalla pubblicazione della decisione fino al saldo. E aggiunge una parte ulteriore, destinata a incidere mese dopo mese: il giudice Assunta Canonaco ha condannato il ministero a corrispondere “dell’importo di euro 206.932,53 mensile per il periodo successivo al dicembre 2025, sino alla liberazione dell’immobile”, oltre a “euro 150.00,00 per il mancato guadagno relativo alle sei annualità successive al 2025”. A queste somme si sommano le spese del giudizio, “liquidate in complessivi euro 108.394,00 per compensi”.

Nelle motivazioni, la sentenza chiarisce un passaggio cruciale: “pur trattandosi di un’occupazione illecita posta in essere da soggetti terzi”, il danno derivante dalla mancata esecuzione del sequestro ricade sull’amministrazione dell’Interno. In altre parole, il Tribunale individua nell’inerzia o nell’impossibilità di dare corso al provvedimento un elemento che produce una responsabilità economica diretta per lo Stato, e quindi per i conti pubblici.

Sul piano sociale, Spin Time è una realtà diventata simbolica e controversa, proprio perché l’occupazione ha assunto nel tempo una funzione abitativa e di quartiere. L’occupazione del palazzo romano di dieci piani nel quartiere Esquilino nasce dall’esperienza dello Tsunami Tour, la campagna promossa dal movimento Action per il diritto all’abitare. All’interno, sempre secondo quanto riportato nel materiale, si trovano circa 400 persone, di cui 90 minori, provenienti da 27 nazionalità. Numeri che spiegano perché ogni ipotesi di sgombero, negli anni, sia stata raccontata come un’operazione ad alta tensione: non solo un atto amministrativo, ma un intervento con ricadute immediate su centinaia di vite.

La sentenza apre ora un fronte che è insieme legale e operativo. Da un lato c’è la partita del risarcimento, con cifre già definite e voci che continuano a maturare nel tempo; dall’altro c’è la questione concreta della liberazione dell’immobile, che resta la condizione indicata per fermare almeno la componente mensile stabilita dal giudice. E sullo sfondo, inevitabilmente, resta la domanda che accompagna tutte le grandi occupazioni urbane: quanto può costare, allo Stato, non riuscire a far combaciare tempi della giustizia, ordine pubblico e gestione sociale di emergenze abitative che, quando diventano croniche, finiscono per trasformarsi in contenziosi milionari.