Un miliardo per l’emergenza e un decreto per le bollette: il governo apre il portafoglio

Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

Il Consiglio dei ministri ha deciso di intervenire su più fronti, mettendo sul tavolo risorse e provvedimenti per affrontare emergenze climatiche, caro energia e riforme istituzionali. Il dato più rilevante è lo stanziamento di un miliardo di euro per far fronte ai danni causati dal ciclone Harry in Calabria, Sicilia e Sardegna, oltre alla frana di Niscemi. Nei fondi sono compresi anche i 100 milioni già stanziati in precedenza, ora inglobati in un pacchetto più ampio di misure di protezione civile.

Il via libera del governo riguarda sia il decreto legge sia le delibere necessarie per attivare gli interventi urgenti sui territori colpiti. Le risorse serviranno per la messa in sicurezza delle aree danneggiate, il ripristino delle infrastrutture e il sostegno alle comunità che hanno subito le conseguenze degli eventi estremi. Negli ultimi mesi, infatti, fenomeni meteorologici sempre più violenti hanno messo sotto pressione intere regioni, rendendo evidente la necessità di risposte rapide e finanziariamente consistenti.

Nella stessa seduta, il Consiglio dei ministri ha approvato anche il decreto bollette. Il provvedimento contiene misure urgenti per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas a favore di famiglie e imprese. Oltre a ciò, il testo punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo e a sostenere la decarbonizzazione delle industrie. Sono previste anche disposizioni per affrontare la saturazione virtuale delle reti elettriche e per integrare i centri di elaborazione dati nel sistema elettrico nazionale.

A rivendicare la linea seguita dall’esecutivo è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che sui social ha parlato di una scelta “di concretezza” per sostenere la competitività del Paese e la crescita economica. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a prezzi dell’energia più bassi, soprattutto in una fase in cui il costo delle bollette continua a pesare su famiglie e aziende.

Il Cdm ha inoltre dato il via libera alle pre-intese sull’autonomia, approvando otto schemi di intesa preliminare tra il governo e quattro Regioni: Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Si tratta di un passaggio politico rilevante nel percorso di attuazione dell’autonomia differenziata, che apre ora alla fase di confronto più dettagliato sui contenuti e sulle competenze da trasferire.

Accanto a questo, sono stati approvati anche il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi e un decreto legislativo con disposizioni integrative e correttive al decreto del 5 febbraio 2024 che ha istituito l’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Un pacchetto eterogeneo di decisioni che mostra come il governo abbia scelto di muoversi contemporaneamente su emergenze, riforme strutturali e misure economiche, nel tentativo di tenere insieme risposta immediata ai problemi e interventi di medio periodo.