Il referendum costituzionale sulla giustizia del 2026 mostra un dato chiaro: la partecipazione non è uniforme. Se da un lato alcune città registrano numeri molto alti, dall’altro intere aree del Paese restano indietro, confermando un divario storico tra Nord e Sud. A livello nazionale, l’affluenza nella prima giornata ha superato il 46%, un dato in crescita rispetto alle precedenti consultazioni.
Bologna traina il voto: oltre il 58%
Il dato più sorprendente arriva da Bologna, dove l’affluenza ha sfiorato il 59%, tra le più alte in Italia. L’Emilia-Romagna si conferma ancora una volta la regione più partecipativa, con un coinvolgimento elettorale ben sopra la media nazionale.
- Bologna città: circa 58-59%
- Emilia-Romagna: oltre il 53% +8 punti rispetto alla media italiana.
Un segnale di forte mobilitazione, legato anche a un dibattito politico locale più acceso e partecipato.
Napoli e il Sud restano indietro
Di segno opposto il dato che arriva dal Sud, in particolare da Napoli. Qui l’affluenza si ferma intorno al 38%, ben distante dai numeri del Nord.
- Napoli: circa 38%
- Campania: sotto il 40% S
- Sud e Isole fanalino di coda
Un dato che conferma una tendenza ormai consolidata: la partecipazione elettorale diminuisce progressivamente scendendo lungo la penisola.
Il divario territoriale che pesa sulla politica
Il confronto tra Bologna e Napoli non è solo numerico, ma racconta due modi diversi di vivere la partecipazione democratica.
- Da una parte: territori con forte coinvolgimento civico maggiore fiducia nelle istituzioni partecipazione più strutturata
- Dall’altra: disaffezione crescente minore coinvolgimento politico distanza percepita dalle istituzioni Un gap che rischia di avere conseguenze anche sul peso politico dei territori.
Un segnale che va oltre il referendum
Il dato sull’affluenza non riguarda solo questa consultazione, ma fotografa una tendenza più ampia. L’Italia appare sempre più divisa non solo economicamente, ma anche nella partecipazione democratica. Il referendum sulla giustizia diventa così un indicatore di qualcosa di più profondo: non solo cosa pensano gli italiani, ma quanto scelgono di partecipare.
La vera domanda
Il punto non è solo chi vincerà tra Sì e No. La domanda che resta è un’altra: perché una parte del Paese continua a votare e un’altra sempre meno? È lì che si gioca la vera partita politica dei prossimi anni.







