A Sanremo succede sempre così: sul palco si canta, dietro le quinte si vive. E quest’anno, tra Ariston e dintorni, il Festival sembra un condominio in cui nessuno dorme e tutti sanno tutto degli altri, spesso prima ancora che lo sappiano i diretti interessati. La sensazione è che la musica stia facendo il suo mestiere, ma il gossip lo stia facendo meglio.
Il momento più forte, quello che ha spostato l’asse dalla curiosità alla commozione vera, è stato il ritorno live di Angelina Mango. Un anno e mezzo lontana dai palchi, poi all’improvviso quel passo di nuovo davanti al microfono. E, soprattutto, quelle parole per la sua manager Marta Donà: “Mi ha salvato la vita”. Una frase così non è una dichiarazione di circostanza, è un nodo che si scioglie in pubblico. Angelina non poteva non citarla, perché in certi ritorni la scaletta conta meno della gratitudine. E il pubblico, anche quello cinico, su queste cose si ferma: il gossip corre, sì, ma davanti a un’emozione così netta rallenta e ascolta.
Poi però Sanremo torna Sanremo e il giorno dopo, mentre ancora si commenta quel “mi ha salvato la vita”, parte un’altra puntata della serie: il mistero delle regole elastiche. Il caso è quello dei “genitori di”. Alessandro Gassmann, in sostanza, si è lamentato perché non avrebbe potuto salire sul palco dell’Ariston o orbitare in quell’area per lanciare la nuova fiction Rai1 “Guerrieri – La regola dell’equilibrio” (al via dal 9 marzo), dato che suo figlio Leo è in gara. Regola: se c’è un concorrente, i parenti restano fuori.
Solo che poi, sul palco, in serata, è arrivato Gianni Morandi a duettare con il figlio Tredici Pietro. E qui la Riviera, che vive di dettagli, ha iniziato a fare quello che sa fare: contare. Perché lui sì e l’altro no? Gassmann ha protestato con un post (poi cancellato) e in giro è partita la domanda più tossica, quella che non ha bisogno di prove per diventare chiacchiera: c’entra davvero solo il regolamento o c’è altro? Qualcuno, con malizia, ha tirato in ballo perfino la sua posizione sul referendum della giustizia, schierata sul fronte del no. Ecco, la cosa più sanremese di tutte non è il caso in sé: è la velocità con cui una regola diventa un sospetto.
Intanto, mentre si litiga sui “due pesi e due misure”, la Rai sembra già proiettata oltre il Festival. Dopo Sanremo e gli appuntamenti di “Sanremo Top”, in prima serata dovrebbe tornare uno storico titolo: “Canzonissima”, con Milly Carlucci. E anche qui il retroscena è da manuale: nel cast ci sarà Riccardo Cocciante, mentre tra i corteggiati si registra un sì (in attesa della firma) di Patty Pravo e un no di Arisa, già impegnata come giurata a “The Voice”. La Rai che rispolvera il mito e, nel frattempo, gioca a scacchi con gli incastri dei talent: tradizione e palinsesto, le vere colonne sonore del servizio pubblico.
Sul fronte “chi vince”, invece, la sensazione in Riviera è quella di un Festival che qualcuno definisce già “il più noioso degli ultimi dieci anni”, ma che intanto genera pronostici come se fossero figurine. I favoriti continuano a essere Fedez e Masini, ma nelle chiacchiere da sala stampa salgono le quotazioni di Sal Da Vinci. Dicono che non ci sia, almeno per ora, quell’ostilità che spesso si avverte verso chi arriva da percorsi considerati “troppo popolari”. E il televoto, quando fiuta la possibilità di ribaltare i salotti, sa essere spietatamente democratico.
E poi ci sono i personaggi che arrivano all’Ariston dopo averlo insultato. Luchè debutta con “Labirinto” e gli rispunta addosso un vecchio video in cui definiva Sanremo “la cosa più schifosa” che avesse mai visto, con un “fate pena” che oggi suona come una profezia al contrario: odi il Festival, poi ci entri. È un grande classico italiano, come dire “non guardo la tv” mentre cambi canale proprio su Sanremo.
Nel frattempo, la Riviera continua a sfornare piccole storie che diventano moneta social. Sayf, rapper italo-tunisino di Genova, ha raccontato un passato da portapizze: una consegna finita proprio a Olly, con l’ironia di un destino che fa le curve strette. Oggi sono entrambi dentro lo stesso frullatore mediatico, anche se per motivi diversi. Olly, infatti, è nel mezzo del “girotondo dell’amore”: negli ultimi mesi è stato accostato a mezzo mondo, compreso un presunto flirt con Belén Rodríguez nato da qualche scambio social e poi evaporato. Ora, però, il gossip si è spostato altrove: c’è chi nota i like di Benedetta Quagli e chi, secondo quanto rilancia il settimanale Oggi, ipotizza addirittura un interesse verso Rocìo Muñoz Morales. A Sanremo basta un like per costruire una storyline, e a volte non serve nemmeno quello.
E a proposito di storyline, Stefano De Martino ormai è il jolly perfetto: lo mettono ovunque. Appena qualcuno sussurra “rottura” tra Elisabetta Canalis e Alvise Rigo, ecco spuntare il nome di De Martino come se fosse un servizio automatico. Peccato che, nello stesso giro di ore, lui venga visto nella notte romana con Brenda Lodigiani, collega di “Stasera tutto è possibile”. Morale provvisoria: De Martino è diventato una specie di Wi-Fi emotivo, lo agganciano tutti, ma non è detto che ci sia segnale.
Il sottobosco sanremese, poi, non perdona nessuno e non risparmia dettagli. Arisa, per esempio, avrebbe un amuleto molto personale che porta in valigia: un sex toy blu cobalto, descritto come fonte di energia. È quel tipo di notizia che in Riviera rimbalza per un motivo semplicissimo: è troppo assurda per non essere ripetuta. E intanto Mara Venier sbarca a Sanremo per lo speciale di “Domenica In” in diretta dall’Ariston, con il solito parterre che mescola giornalisti e personaggi: Luca Tommassini, Iva Zanicchi, Barbara Foria. La domenica, a Sanremo, è un dopofestival con la luce del giorno: più educato, ma non meno affilato.
Infine, tra i debutti, spunta anche un dettaglio da romanzo sentimentale: Nayt, in gara con “Prima che”, in passato è stato legato a Matilda De Angelis. E lei oggi sarebbe impegnata con un altro cantante, Alessandro De Angelis de I Santi Francesi. Il Festival non è solo la gara: è un nodo di storie che si incrociano, anche quando non salgono sul palco insieme.
E così Sanremo 2026 prosegue: tra lacrime vere e regolamenti che scricchiolano, tra amori ipotizzati e palinsesti già apparecchiati, con una certezza che vale più di qualsiasi classifica. In Riviera può anche sembrare che non succeda niente. Ma, se ascolti bene, succede sempre tutto.







