Chiara Poggi, 16 minuti fatali al pc di Stasi. Ma c’è una novità mai emersa che scuote il caso Garlasco

Chiara Poggi e Alberto Stasi

Da ormai un anno il caso Garlasco è tornato a far parlare di sé a distanza di ben 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi. La domanda è sempre la stessa: cosa è successo la sera del 12 agosto del 2007? Per questo la difesa di Alberto Stasi ha presentato una consulenza informatica che ricostruisce minuto per minuto la consecutio dei fatti, concentrandosi su quei pochi istanti in cui la giovane è rimasta sola in casa, subito prima di essere trovata esanime il giorno successivo.

Secondo la difesa, Stasi si sarebbe allontanato dalla villetta per prendersi cura dei cani, impiegando dai 13 ai 16 minuti per uscire, raggiungere la propria abitazione e rientrare. Durante questo lasso di tempo, Chiara Poggi, secondo la consulenza, avrebbe lavorato alla tesi del fidanzato Stasi, modificando e arricchendo i contenuti tra le 21:58 e le 22:09, senza accedere alla cartella “Militare” contenente immagini pornografiche del fidanzato.

La novità mai emersa

Bocellari e De Rensis fanno presente anche che dall’elaborato “risulta incontrovertibilmente dimostrato, mediante un’analisi sistematica e completa, condotta con metodologia scientifica rigorosa e replicabile, delle modalità di funzionamento del sistema operativo in uso all’epoca dei fatti sul pc di Stasi, che la sera del 12 agosto 2007 nessuno ha acceduto alla cartella “militare” e/o alla “nuova cartella” ivi contenuta, tantomeno a immagini pornografiche“. 

Sempre gli avvocati Bocellari e De Rensis sottolineano che questo elemento rappresenterebbe una novità mai emersa prima, a sostegno dell’ipotesi di un rapporto sereno e collaborativo tra i due la sera prima del delitto. L’analisi informatica, spiegano, dimostra che “è emerso che una traccia elettronica generata dal sistema operativo Windows XP è stata scambiata per un’attività umana di accesso dapprima alla cartella militare/nuova cartella e poi persino a un’immagine pornografica”. Mentre avrebbe confermato un salvataggio manuale della tesi.

Altri elementi presenti nella relazione

Nella relazione si legge che alle 21:55:58 la vicina dei Poggi “chiama il 118 per segnalare la presenza di un’auto in sosta davanti alla propria abitazione”. Quindi: “Alberto Stasi riferisce di essersi mosso da casa Poggi solo dopo aver atteso l’allontanamento dell’auto. Alle ore 21:55:58 si devono assommare: i tempi necessari all’auto per l’inversione e l’uscita da via Pascoli; i tempi di Alberto Stasi per determinarsi a partire e congedarsi da Chiara. Questi tempi sono prudenzialmente stimati in 1 minuto”.

In qualsiasi caso il ragazzo non esce dalla casa della fidanzata prima delle 21.57. Pertanto Chiara, durante i suoi primi secondi da sola in casa a Garlasco, alle 21:59:26 “connette il pendrive USB (evento al quale Alberto Stasi non assiste)” per scaricare le foto del fidanzato appena tornato da un viaggio a Londra.

La tesi della famiglia Poggi

Sul fronte opposto, i consulenti della famiglia Poggi mantengono la loro versione: secondo loro Chiara avrebbe effettivamente aperto la cartella “Militare”, mentre il salvataggio della tesi sarebbe avvenuto in modalità automatica. Restano dunque ancora numerosi dubbi su cosa sia accaduto in quei fatidici minuti, con i legali che continuano a discutere su movente, abitudini e dinamiche della coppia.

Le indagini riaperte e nuovi sospetti

La Procura di Pavia ha riaperto le indagini sul caso, iscrivendo per la terza volta nel registro degli indagati Andrea Sempio. La perizia informatica definitiva, ancora in corso, dovrà stabilire con precisione chi ha fatto cosa e quando, e chiarire se la sera del 12 agosto possa contenere indizi decisivi sul movente dell’omicidio. Il caso torna così a scuotere l’opinione pubblica, ricordando come un delitto vecchio di quasi vent’anni possa ancora generare colpi di scena e nuovi misteriosi interrogativi.