La notizia è stata confermata da ambienti della comunità scientifica, è morto oggi all’età di 96 anni il fisico Antonino Zichichi: con la sua morte, la scienza italiana perde una delle sue figure più controverse. Fisico delle particelle e instancabile divulgatore, Zichichi ha attraversato decenni di ricerca scientifica lasciando contributi importanti ma anche accendendo dibattiti durissimi, spesso al centro dell’attenzione pubblica e di dibattiti per le sue posizioni non allineate con il pensiero della comunità scientifica.
Zichichi è stato noto non solo per il suo lavoro nei grandi laboratori internazionali, ma anche per una lunga battaglia contro ogni forma di superstizione, ad esempio la numerologia. In particolare, si è distinto per un’altra battaglia ancora: l’astrologia, che considerava una vera e propria “devastazione culturale” o meglio prendendo in prestito un monito di Enrico Fermi — “Fate sì che all’Hiroshima politico non segua un’Hiroshima culturale!” — lo scienziato ha definito queste credenze come una vera e propria “Hiroshima culturale”, espressione della perdita di rigore razionale nella società moderna.
Il suo credo cattolico dichiarato e la sua critica alla teoria darwiniana dell’evoluzione, ritenuta priva di una base matematica solida, hanno generato forti polemiche. Ancora più discussa è stata la sua posizione sul cambiamento climatico: Zichichi ha più volte messo in dubbio il legame tra attività umane e riscaldamento globale, sostenendo l’inaffidabilità dei modelli matematici utilizzati negli studi climatici. Tesi che lo hanno posto in contrasto con il consenso scientifico internazionale.
Nel 1979 Zichichi fu protagonista di un incidente diplomatico internazionale legato all’elezione del nuovo direttore del Cern. Le pressioni esercitate dall’Italia a sostegno della sua candidatura provocarono una frattura con gli altri Paesi membri e portarono infine alla sua bocciatura, con l’elezione del fisico tedesco Herwig Schopper.
I contributi, i ruoli istituzionali e i progetti
Il suo impegno sul territorio, lo ha portato nel 1963 a fondare il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana a Erice, in Sicilia, diventato un punto di riferimento internazionale per incontri e coordina oggi 123 scuole post-universitarie. Ha lavorato presso il Fermilab di Chicago e al Cern di Ginevra, dove nel 1965 ha diretto il gruppo che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria composta da un antiprotone e un antineutrone. In Italia ha guidato il gruppo dell’Università di Bologna, dove era professore emerito, partecipando ai primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati.
Tra il 1977 e il 1982 Antonino Zichichi è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, mentre nel 1978 è stato eletto presidente della Società Europea di Fisica. È stato inoltre tra i principali promotori dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, uno dei più importanti centri di ricerca sotterranei al mondo, la cui costruzione ebbe inizio nel 1980. Nel 1986 ha fondato il World Lab, insieme al fisico Isidor Isaac Rabi, con l’obiettivo di sostenere la ricerca scientifica nei Paesi in via di sviluppo.







