C’è un dettaglio che nel mondo della televisione conta più di tutto: non basta scegliere il volto giusto, bisogna anche costruirgli intorno il contesto perfetto. E nel caso di Stefano De Martino, la sensazione è che quel contesto sia stato apparecchiato con una cura quasi chirurgica.
Da una parte c’è Rai2, da anni in affanno nella prima serata, che finalmente trova un prodotto capace di respirare. Dall’altra c’è un volto su cui la Rai ha deciso di puntare senza più mezze misure, consacrandolo già ora come futuro padrone di casa del Festival di Sanremo. Nel mezzo, una programmazione che sembra rispondere a una logica semplice: evitare qualsiasi incidente di percorso.
Il successo di “Stasera tutto è possibile” e la serata blindata
“Stasera tutto è possibile” non è una novità, ma con De Martino alla guida ha trovato una nuova centralità. Il programma funziona, diverte, si muove con leggerezza e senza troppe pretese. Il pubblico risponde, e i numeri lo confermano: share che arrivano al 16%, oltre due milioni di spettatori. Per Rai2, è ossigeno puro.
Fin qui, tutto normale. O quasi. Perché il dato che colpisce non è solo la crescita del programma, ma il contesto in cui cresce. Nella stessa serata, Rai1 non oppone una vera resistenza. Niente grandi eventi, niente fiction di punta, niente titoli forti. Solo prodotti di basso richiamo, film tv senza ambizioni e, a un certo punto, la scelta di piazzare proprio lì una serie come “Morgane”, già in fase calante dopo le prime stagioni. Il risultato è inevitabile: mentre Rai1 scivola sotto il 10%, De Martino decolla. E il confronto, settimana dopo settimana, diventa sempre meno equilibrato.
Una strategia che fa discutere
Nel mondo della tv, le coincidenze esistono. Ma quando si ripetono con questa costanza, smettono di sembrare tali. La lettura che circola è semplice: evitare che De Martino inciampi proprio adesso, nel momento in cui sta costruendo la sua credibilità da conduttore “di sistema”.
Perché il punto non è solo fare ascolti. È farli senza ombre. Senza passaggi a vuoto. Senza quelle serate storte che, nel racconto mediatico, possono trasformarsi in crepe difficili da gestire.
Il rischio da scongiurare è uno solo: che anche solo per una sera si possa dire che De Martino non funziona. E allora meglio evitare qualsiasi confronto diretto con prodotti forti. Meglio accompagnarlo, proteggerlo, spianargli la strada.
Il vero obiettivo è Sanremo
Il tassello che completa il quadro è noto: Stefano De Martino sarà il prossimo conduttore del Festival di Sanremo. E questo cambia tutto. Perché Sanremo non è un programma come gli altri. È il banco di prova definitivo. È il momento in cui una carriera televisiva viene consacrata o ridimensionata.
Arrivarci con un’immagine solida, vincente, priva di inciampi, è fondamentale. Ed è qui che la strategia della Rai diventa leggibile: costruire un percorso senza scossoni, dove ogni dato rafforza la narrazione di un successo inevitabile.
Nel frattempo, però, qualcuno paga il prezzo di questa scelta. Rai1, l’ammiraglia, sembra accettare un ridimensionamento temporaneo in una fase cruciale della stagione televisiva. Una scelta che, alla lunga, potrebbe lasciare spazio alla concorrenza, pronta a infilarsi in una serata improvvisamente meno presidiata.
Il rischio di un equilibrio artificiale
La domanda, a questo punto, è inevitabile: quanto può durare un equilibrio costruito così? Perché prima o poi “Stasera tutto è possibile” finirà. E quando succederà, la rete ammiraglia dovrà tornare a giocare sul serio.
A quel punto, il confronto non sarà più protetto. Non ci saranno più serate “morbide”, né avversari depotenziati. E De Martino dovrà reggere il peso di una competizione vera, senza rete. Per ora, però, la macchina funziona. Gli ascolti arrivano, la narrazione è perfetta, il protagonista cresce senza scosse. Tutto fila liscio. Forse anche troppo.







