Decreto PNRR, via libera del Governo: meno burocrazia, più digitale e cantieri sbloccati

Palazzo Chigi

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge PNRR che introduce ulteriori disposizioni urgenti per accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e rafforzare le politiche di coesione. Il provvedimento, proposto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, punta a una semplificazione strutturale dei rapporti tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione.

Il cuore del decreto è una revisione di oltre 400 adempimenti amministrativi, con una strategia chiara: riduzione dei tempi, digitalizzazione dei processi e interoperabilità delle banche dati pubbliche. Viene rafforzato il principio secondo cui cittadini e imprese non devono più fornire dati che la pubblica amministrazione già possiede, rendendo lo scambio telematico tra banche dati l’unico canale ordinario di acquisizione documentale. Per le opere strategiche del PNRR restano confermati i termini ridotti per le valutazioni ambientali e paesaggistiche, mentre in caso di inerzia delle amministrazioni vengono potenziati i poteri sostitutivi per sbloccare i cantieri entro scadenze certe.

Più servizi semplici per cittadini e famiglie

Ampio spazio è dedicato alle semplificazioni per la vita quotidiana. Tra le misure più rilevanti c’è la carta d’identità a validità illimitata per gli ultrasettantenni, che non dovranno più rinnovare il documento. Entra inoltre in funzione la tessera elettorale digitale, consultabile online grazie al potenziamento dell’ANPR, riducendo l’accesso fisico agli uffici comunali.

Viene estesa la gratuità dei certificati anagrafici e di stato civile, inclusi quelli storici, se rilasciati in modalità digitale. Il sistema delle deleghe digitali consente ora di autorizzare familiari o conviventi all’accesso ai servizi online – come INPS o ANPR – direttamente tramite app IO o portali istituzionali.

Per chi vive all’estero, il decreto semplifica il rilascio di passaporti e servizi consolari, grazie all’interoperabilità tra AIRE e sistemi di emissione dei documenti. Sul fronte della disabilità e delle fragilità, si accelera l’attuazione della riforma con la Piattaforma Unica INPS, introducendo meccanismi che evitano blocchi amministrativi nella definizione del “progetto di vita”.

Importanti novità anche per la tutela della salute: per i pazienti cronici o affetti da malattie rare, il numero di confezioni prescrivibili per singola ricetta sale da 3 a fino a 6, con una validità estesa fino a 12 mesi. La gestione passa attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico, riducendo certificazioni cartacee e accessi ripetuti dal medico.

Il decreto potenzia inoltre l’ISEE precompilato, grazie a una maggiore integrazione tra INPS e Agenzia delle Entrate, e abolisce l’obbligo di conservazione cartacea delle ricevute per i pagamenti elettronici verso la PA, che non potranno più essere richieste al cittadino.

Nel capitolo istruzione, vengono snellite le procedure per le borse di studio universitarie, resa pienamente operativa la riforma delle lauree abilitanti e semplificato il cambio di destinazione d’uso degli immobili per l’housing universitario, per aumentare rapidamente l’offerta di alloggi per studenti.

Imprese: meno oneri e iter più rapidi

Per le imprese, il decreto riduce gli adempimenti formali, in particolare per le microimprese, semplificando gli obblighi legati agli aiuti di Stato quando le informazioni sono già presenti nel Registro Nazionale degli Aiuti. Sui crediti d’imposta Transizione 4.0, l’iter di certificazione viene snellito attraverso una maggiore integrazione tra le banche dati del Ministero delle Imprese e l’Agenzia delle Entrate.

Infine, per infrastrutture e telecomunicazioni, si estende l’uso della SCIA per l’installazione di reti a banda ultra-larga, con l’obiettivo di accelerare la copertura digitale del Paese.