Delitto di Garlasco: “Chiara Poggi ha lottato con il killer”. La svolta della perizia Cattaneo, si riapre il mistero

Delitto di garlasco, chiara ha lottato con il suo assassino

Delitto di Garlasco: Chiara Poggi ha lottato con il killer. L’omicidio della giovane torna a far rumore. E questa volta lo fa con un dettaglio che, se confermato, rischia di cambiare la lettura di una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi vent’anni. A riaccendere i riflettori è il Tg1, che anticipa i contenuti della consulenza firmata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo: Chiara Poggi non sarebbe stata soltanto colpita, ma avrebbe lottato con il suo assassino.

Non è una sfumatura. È un cambio di prospettiva. Perché introduce un elemento dinamico, violento, prolungato. Non più un’aggressione improvvisa e unilaterale, ma un confronto fisico, una resistenza, un tentativo disperato di difesa.

La perizia Cattaneo: segni compatibili con una colluttazione

Secondo quanto emerge dalla consulenza, sul corpo della giovane non ci sarebbero soltanto le ferite riconducibili all’arma del delitto, ipotizzata in un oggetto contundente come un martello. Ci sarebbero anche ecchimosi, lividi e abrasioni distribuite su braccia e gambe.

Segni che raccontano altro. Raccontano un corpo che non subisce passivamente, ma reagisce. Che si muove, si divincola, prova a fermare l’aggressore. La presenza di queste lesioni, infatti, suggerisce che Chiara Poggi avrebbe ingaggiato una vera e propria colluttazione mentre veniva colpita.

Un elemento che, se confermato in sede giudiziaria, potrebbe incidere profondamente sulla ricostruzione dei fatti. Perché una vittima che lotta lascia tracce. Sempre.

Un’aggressione in più fasi tra piano terra e scale

La ricostruzione che emerge dalla consulenza parla di un’azione non immediata, ma articolata. L’aggressione e l’omicidio si sarebbero sviluppati in più momenti, tra il piano terra e le scale della villetta di via Pascoli, a Garlasco.

Un dettaglio inquietante riguarda proprio la fase finale: l’assassino, dopo aver colpito la vittima, si sarebbe fermato a guardare il corpo di Chiara sull’ultimo scalino. Un gesto che, se confermato, aggiungerebbe un elemento psicologico pesante alla dinamica dell’omicidio.

Non solo violenza, quindi, ma anche una pausa. Uno sguardo. Un tempo sospeso che rende la scena ancora più disturbante.

Il Dna sotto le unghie può diventare la chiave

Ma il punto più delicato, e forse più decisivo, riguarda un dettaglio che torna ora con un peso completamente diverso: il Dna trovato sotto le unghie della vittima.

Se Chiara Poggi ha davvero lottato con il suo aggressore, quel Dna non è più un elemento marginale o ambiguo. Diventa, potenzialmente, la traccia diretta del contatto fisico con il killer.

Delitto di Garlasco: Chiara Poggi ha lottato con il killer

In altre parole: non più una presenza da spiegare, ma una prova da interpretare alla luce di una colluttazione. Un passaggio che potrebbe riaprire interrogativi mai del tutto sopiti su quanto accaduto il 13 agosto 2007.

Il delitto di Garlasco, insomma, continua a non trovare pace. E ogni nuova analisi, ogni nuova lettura, non chiude il cerchio. Lo riapre.