Il caso Bellavia-Varisco, nato come una vicenda interna a uno studio professionale, sta diventando un contenitore sempre più ampio: privacy, presunte sottrazioni di file, polemiche politiche e, sullo sfondo, un documento di 36 pagine finito agli atti senza timbri di deposito né indicazioni sull’autore. Il risultato è un affare che si ingrossa giorno dopo giorno e che ora rischia di spostarsi su un doppio binario: quello giudiziario e quello parlamentare.
Il punto di partenza resta l’accusa mossa a Valentina Varisco, ex collaboratrice dello studio: avrebbe copiato su hard disk esterni “oltre un milione di file” archiviati nel sistema di “cartelle condivise” e avrebbe violato la corrispondenza di Fulvia Ferradini, socia di studio. Bellavia e Ferradini, assistiti dall’avvocato Luca Ricci, figurano come parti offese nel procedimento a carico di Varisco, difesa dall’avvocato Andrea Puccio. Ma nelle ultime ore la partita si è rovesciata: Varisco ha scelto di passare al contrattacco, contestando l’impianto dell’accusa e puntando l’attenzione su ciò che, a suo dire, non tornerebbe nella gestione e nella rappresentazione dei materiali contestati.
Nel frattempo, la vicenda ha già prodotto una serie di conseguenze istituzionali. Il Garante per la Privacy ha avviato un’istruttoria. Forza Italia ha presentato un’interrogazione ai ministri Carlo Nordio e Adolfo Urso, mettendo al centro due temi: il doppio ruolo di Bellavia, descritto come consulente di pm e giudici e, al tempo stesso, legato alla trasmissione Report; e la natura di quei file che lo stesso Bellavia avrebbe definito “ad altissima sensibilità”. Nelle ultime settimane, proprio su questa sovrapposizione di piani è stata evocata l’ombra di un nuovo caso di dossieraggio e spionaggio. E non è escluso che, sul punto, possano arrivare ulteriori denunce ai pm.
A fare un passo ulteriore è stato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia e della Vigilanza Rai, che ha annunciato l’invio di un esposto alla Procura della Repubblica di Milano “perché si decida ad aprire una vera e propria inchiesta riguardante Bellavia ed i numerosi materiali, che poi sarebbero stati prelevati da tale dottoressa Varisco, un tempo collaboratrice del suo studio”. Gasparri lega la richiesta di un’inchiesta a un passaggio che definisce decisivo: le presunte contraddizioni di Bellavia sul cosiddetto “papello”.
“Del resto – prosegue il presidente dei senatori di Forza Italia – che l’indagine sia indispensabile lo dimostrano le parole dell’avvocato Andrea Puccio, legale della collaboratrice di Giangaetano Bellavia, perché rilevano il fatto che Bellavia si sia clamorosamente contraddetto. In un’intervista rilasciata a ‘Il Fatto Quotidiano’, il 3 gennaio 2026, mise in dubbio l’esistenza di questo documento di 36 pagine, che costituisce un’ammissione di gravissime colpe e il giornale, sempre generoso nei confronti di Bellavia, ha accettato questa sua versione. Però poi cinque giorni dopo, in data 8 gennaio, i difensori di Bellavia hanno dovuto, di fronte all’evidenziati dei fatti, cambiare versione, riconoscendo che questo documento era da attribuire allo stesso Bellavia. In quel documento si elencavano i giudici con cui Bellavia ha collaborato, avendo quindi evidentemente ricevuto da loro ampia documentazione e dall’altro lato un elenco di persone di cui Bellavia si è occupato, molte delle quali mai indagate e quindi evidentemente vittima, questo ipotizzo, di un autentico dossieraggio privo di qualsiasi giustificazione”.
È un passaggio che sposta l’asse dal singolo procedimento a un’ipotesi più pesante: non solo la gestione di materiali “sensibili”, ma la possibilità che un documento del genere indichi una raccolta di informazioni su soggetti non indagati. Gasparri insiste e amplia il perimetro delle responsabilità chiamando in causa anche il servizio pubblico: “Pertanto – continua la Procura di Milano deve indagare su questo scandalo gravissimo che investe Bellavia, ma anche la trasmissione Report e la Rai stessa che ha consentito a questa persona di collaborare con un programma del servizio pubblico, dando luogo evidentemente a un’ipotesi di concorso in una condotta che difficilmente potrebbe apparire lecita. Ci auguriamo che la Procura di Milano indaghi senza remore e senza esitazioni. Noi – conclude Gasparri – in ogni caso lo faremo negli organismi parlamentari a ciò preposti”.
Sul fronte giudiziario, intanto, lo scenario resta in movimento. La Procura di Milano starebbe valutando l’apertura di un fascicolo “parallelo” proprio per approfondire la vicenda del documento di 36 pagine, comparso negli atti del procedimento ma privo di elementi formali che ne chiariscano provenienza e paternità. Un punto che pesa perché quel testo, per come viene descritto, conterrebbe un elenco di imprenditori e politici, oltre a riferimenti a magistrati con cui Bellavia avrebbe collaborato. Da qui l’esigenza, per gli inquirenti, di capire che cos’è quel documento, chi lo abbia redatto, come sia finito nel fascicolo e con quale funzione.
Bellavia, tramite una nota del suo legale, ha voluto chiarire che tra i file copiati e sottratti non ci sarebbero “dossier né alcun materiale improprio, che esuli dall’attività professionale svolta negli anni”, ossia consulenze per i magistrati e relativi allegati. La difesa di Varisco, però, evidenzia l’anomalia: l’avvocato Puccio ha spiegato che “non appena ci siamo avveduti della più che anomala presenza” del documento nel fascicolo, “questa difesa si è immediatamente attivata per chiedere delucidazioni al pubblico ministero”.
In questo incastro di versioni, atti e reazioni, la linea di confine è sottile: da una parte un contenzioso su accessi e copie di file; dall’altra l’eventuale emersione di materiali che, se confermati come “dossier” su non indagati, aprirebbero un capitolo completamente diverso. È su quel punto che adesso tutti aspettano la prossima mossa della Procura e gli esiti dell’istruttoria del Garante. Perché il caso non sta più dentro lo studio, e nemmeno dentro una trasmissione televisiva: sta ormai dentro un cortocircuito istituzionale che, ogni giorno, allarga il perimetro.







