Highlights e flop della terza sera di Sanremo 76: scintillii, omaggi falliti, dubbio minimalismo. Aspettative deluse da Irina Shayk

Outfit Big di Sanremo 2026

Nessuna mezza misura per la terza serata di Sanremo 2026: o lustrini, paillettes e maxi paillettes o total black e banalità. Gli occhi degli amanti della moda puntati su Irina Shayk, ma le aspettative sembrano tradite. Vediamo insieme gli highlights e i flop.

E luce fu! Sbrilluccichii su Sayf e Arisa

Sayf e Arisa hanno illuminato l’Ariston in due look scintilanti. La camicia di Sayf, ricoperta di strass con cravatta incorporata, ha ricordato la polo Loewe indossata da Ghali nel 2024. Un fascio di luce mediato da pantaloni classici grigi. Colori bilanciati, un contrasto ricercato tra argento e grigio. Mocassini neri sfumati sulla punta fino al bianco. Outfit di un’originalità esemplare, valida alternativa al total black o all’eco-pelle sui partecipanti più giovani.

Arisa, invece, ha indossato un abito-gioiello di Des Phemmes, fatto di 98 metri di catena metallica d’argento intrecciati a mano, cristalli Swarovski e maglia couture sospesa su un velo di organza nude. Un abito elaborato, dai colori tenui e molto sofisticato, da Magica Favola!

Gusto retrò? Le maxi paillettes di Malika Ayane e Maria Antonietta

Maxi paillettes sul nero. In versione lunga su Malika Ayane, in versione corta su Maria Antonietta dei Maria Antonietta e Colombre.

Il look indossato da Malika Ayane è un custom ideato da Maryll Rogge, stilista che ieri ha debuttato come nuova direttrice creativa del brand Marni alla Milano Fashion Week. Non si potrebbe dire che con quell’abito abbia creato il suo miglior biglietto da visita.

Maria Antonietta, invece, indossava un abito dal taglio anni ’60 nero con stivali metallici azzurri, abbinati all’ombretto geometrico. Nobile l’intento di omaggiare gli anni ’60, non troppo riuscita la realizzazione. La riproposizione di silhouette simili, forse un po’ troppo moderna, la fa sembrare pronta per una festa in maschera più che per cantare a Sanremo. Un abito d’archivio o un capo vintage avrebbero reso l’omaggio più convincente.

Minimalismo o incompletezza? Leo Gassmann, Tredici Pietro, Serena Brancale

Più informali rispetto alla prima serata le mise di Leo Gassmann e Tredici Pietro. Il primo ha indossato una polo panna molto scollata, su pantaloni neri con una cintura semplice. Più che minimalista, il suo look sembrava spoglio, incompleto e troppo da giorno.

Tredici Pietro, liberatosi del doppiopetto, si è esibito in camicia e pantaloni morbidi. Un piccolo scollo dai bottoni della camicia lasciati aperti; a colmarlo, una catenina d’oro con un piccolo ciondolo. Più pieno dell’outfit di Leo Gassmann, comunque non troppo in linea rispetto all’eccentricità che ci si aspetta da quel palco.

Davvero troppo minimal il look di Serena Brancale che, fatta eccezione per lo spacco anteriore e le maniche a sbuffo, non si è segnalato per elaborazione del tessuto né per un colore forte.

Ancora total black: possibile antidoto

Coup de théâtre, la spilla indossata da Eros Ramazzotti sul collo in raso della giacca. Luminosa anche la camicia nera. Non si ha ancora, però, il piacere di vedere un ospite che non sia in total black.

Più creativa la soluzione di Francesco Renga: tocchi di luce sulle spalle della giacca, un doppiopetto blu su pantaloni morbidi. La camicia blu aperta, nascosta ma presente, non troppo invadente. Un look pulito, originale e molto elegante.

Un’amara delusione: i look delle conduttrici

Carlo Conti non ha fatto che annunciare cambi d’abito presentando Irina Shayk. La conduttrice, ospite d’onore della terza serata, si è cambiata ben quattro volte. Eppure, nessun cambio d’abito ha sorpreso piacevolmente. Gli abiti indossati da Shayk sono stati disegnati per lei dal suo amico Riccardo Tisci, ex direttore creativo di Givenchy e di Burberry.

Per il primo look, un pizzo effetto tatuaggio come base sulla pelle. Il macramé è stato un elemento di grande tendenza nel 2025. Tuttavia, il trend è stato superato nel giro di un anno, forse perché non troppo gradevole. 

Per il secondo cambio, la modella ha indossato un abito nero di cui scollo e bretelle ricordavano una salopette. A completare il quadro, un berretto piumato di discutibile gusto.

Per il terzo look, Tisci ha ideato qualcosa che, più che un abito, sembrava una serie di fasce, alcune colorate, tenute insieme. Per il quarto, un pesante monolite nero con applicazioni oro, poco originale e anche troppo severo.

Niente a che vedere con gli outfit indossati da altre modelle che negli anni scorsi hanno condotto il festival. Basti pensare all’indimenticabile abito di piume indossato da Bianca Balti lo scorso anno per percepire un’amara differenza.

di Camilla Pignatiello