Imam Ali Kashif: “Giusto sposare bambine di 9 anni”: espulso da Brescia dopo le frasi choc in tv, rimpatrio immediato

Donne centro Islamico Brescia, Ipa – @lacapitalenews.it

Le sue parole, registrate durante un servizio televisivo, hanno acceso un caso che nel giro di poche settimane si è trasformato in un provvedimento concreto. L’imam Ali Kashif, attivo saltuariamente in due centri islamici di Brescia, è stato espulso dall’Italia dopo aver sostenuto, davanti alle telecamere nascoste della trasmissione “Fuori dal coro”, che fosse “corretto sposare una bambina di 9 anni”.

Un’affermazione che ha fatto scattare immediatamente l’attenzione delle autorità. Le indagini sono partite proprio dal servizio andato in onda il 25 gennaio su Rete 4, realizzato con un inviato che si fingeva uno studente interessato ad approfondire la religione islamica. Durante l’incontro, alla domanda sull’età in cui una ragazza può essere considerata adulta secondo il Corano, sarebbero emerse risposte che collegavano la maggiore età alla comparsa del primo ciclo mestruale.

Le frasi in tv e la valutazione delle autorità

Secondo quanto emerso, Kashif avrebbe ribadito più volte il concetto, arrivando a sostenere che una bambina possa essere considerata adulta anche da un punto di vista scientifico. Dichiarazioni che sono state ritenute rilevanti ai fini della valutazione della sua pericolosità sociale.

Su questa base, il questore di Brescia, Paolo Sartori, ha disposto il diniego del permesso di soggiorno e l’avvio immediato della procedura di espulsione. Un passaggio che, in casi simili, può scattare quando si ritiene che la presenza di una persona sul territorio possa rappresentare un rischio per l’ordine pubblico o per i valori fondamentali dell’ordinamento.

Il rimpatrio e la chiusura del caso

Il provvedimento è stato eseguito dalla Questura di Brescia. L’uomo è stato accompagnato all’aeroporto di Malpensa e imbarcato su un volo diretto a Islamabad. Una procedura rapida, che ha chiuso nel giro di poco tempo una vicenda nata da un’inchiesta televisiva e diventata un caso di rilievo nazionale.

La decisione delle autorità si inserisce in un quadro più ampio di attenzione verso dichiarazioni e comportamenti ritenuti incompatibili con le leggi italiane. In questo caso, le parole pronunciate davanti alle telecamere sono state considerate sufficienti per giustificare un intervento immediato.