Meloni alla Camera: “Governerò 5 anni, non scappo”. Lo scontro totale con l’opposizione, tra antimafia, caro-voli e guerra

Roma, Camera dei deputati Informativa della Presidente del Consiglio sull’azione di governo, Ipa @lacapitalenews.it

Si è conclusa poco fa l’informativa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sull’azione del governo alla Camera dei deputati a Montecitorio. E’ stato uno scontro dritto, Meloni ha tenuto a respingere presunte dicerie “propagandistiche” sulla sua vita privata e a lanciare un avvertimento all’Europa: se la crisi in Medio Oriente precipita, le regole economiche devono saltare. Tra attacchi frontali alla Segretaria del Pd Elly Schlein e risposte durissime sul caso Antimafia che la vede coinvolta, la premier mette le cose in chiaro: “No a dimissioni o a rimpasto, governeremo 5 anni”.

La premier parla “chiaro”

La premier sgombra subito il campo dalle voci di crisi interna o rimpasti imminenti, rivendicando la compattezza della sua squadra.
“Si continua a parlare di rimpasti, fase due, alchimie di palazzo, un mondo distante anni luce da noi. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato”, ha scandito la premier tra gli applausi della maggioranza. “Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto”, ha poi ribadito con forza: “Niente dimissioni, né rimpasto”. E continua: “non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo” e “governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”.

Un messaggio diretto a chi scommette su una caduta anticipata: “Sappiano che il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza”.

L’allarme sull’Iran e il Patto di Stabilità

Il fronte internazionale resta la preoccupazione principale. Meloni guarda con estrema cautela alla tregua nel Golfo: “Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l’Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione”.

Tuttavia, il rischio economico è enorme se lo Stretto di Hormuz dovesse chiudersi: “se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili”. Per questo, la premier lancia una proposta shock all’UE: “Se ci sarà una nuova recrudescenza” del conflitto “dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato”.

Lo sfogo sulla vicenda personale

Il momento di massima tensione emotiva arriva quando si parla delle inchieste e delle infiltrazioni criminali. Meloni non ci sta e attacca le opposizioni che hanno citato le vicende familiari: “Non accetto lezioni di antimafia, fango contro di me usando mio padre morto”.
Poi rincara la dose: “Intendiamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni”.

E lancia una sfida aperta: “Mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema”.

Scontro frontale con Schlein e Conte

Il dibattito si accende sui costi della vita e sul rapporto con gli USA, Meloni punge Elly Schlein usando le sue stesse parole: “mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari” riguardo al rapporto tra USA ed Europa. Ma non risparmia lo scherno: “Vi vedo nervosi colleghi, perché siete così nervosi? Avrete tempo per rispondere…”.

La risposta di Elly Schlein è al vetriolo: “Lei ci sfida ma avete già perso quella sfida perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione, vi accontenteremo”. La segretaria dem attacca anche sul carovita: “Quei pochi centesimi di sconto che avete dato, se la tregua non diventa pace, se li mangeranno gli aumenti dei carburanti di questi giorni. Chi volete prendere in giro?”.

Non meno duro Giuseppe Conte, che bolla l’intervento come fantascienza: “Signora presidente, lei racconta una realtà mitologica. Io credo che la sveglia referendaria non abbia suonato a palazzo Chigi. Guardi che si presenta qui, ormai al quarto anno, con i ‘diremo’, ‘faremo’… Si deve render conto: lei ha un grande futuro alle spalle. Ha citato grandi numeri, o ha citato i numeri essenziali: due numeretti. Quattro anni, zero riforme”. Il leader M5S conclude con una stoccata sulla credibilità: “La faccia ce la mette ma la faccia tosta non le manca…”.

Piano Casa e carburanti

Guardando al futuro prossimo, Meloni annuncia misure concrete: “In vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni”.

Sui prezzi alla pompa, la linea è di cautela: “Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante […] Una scelta che rivendico, anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti”. Infine, un monito alle società energetiche: “L’Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche”.