“Kristi, you’re fired”: Trump silura la ministra della Sicurezza Kristi Noem e nomina il senatore Markwayne Mullin, il “guerriero Maga”

Donald Trump

Donald Trump torna al suo stile più riconoscibile, quello che lo ha reso famoso ben prima della politica. Un messaggio secco, pubblicato sul social Truth, e la scena cambia all’improvviso. “Kristi, you’re fired”, anche se la frase non compare letteralmente nel post. Il senso però è esattamente quello: Kristi Noem non è più il segretario alla Sicurezza interna degli Stati Uniti.

Il successore: il “guerriero Maga”

Il presidente ha annunciato direttamente il nome del successore. «L’illustre senatore degli Stati Uniti, originario del grande Stato dell’Oklahoma, Markwayne Mullin, diventerà segretario per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti a partire dal 31 marzo 2026», ha scritto Trump. Nessuna spiegazione ufficiale, nessun riferimento diretto alla decisione di rimuovere Noem. Solo l’annuncio del cambio al vertice del Dipartimento per la Sicurezza interna.

Tensioni politiche

Dietro la mossa presidenziale, però, si muovono diverse tensioni politiche. Secondo vari media americani, la rottura sarebbe maturata dopo le recenti audizioni al Congresso dedicate all’operazione dell’Ice, la polizia federale dell’immigrazione, a Minneapolis. Durante quell’operazione erano morti due manifestanti, un episodio che aveva acceso polemiche durissime tra Casa Bianca, opposizione democratica e organizzazioni per i diritti civili.

Le dichiarazioni della stessa Noem avevano contribuito ad alimentare lo scontro. L’ex governatrice del South Dakota aveva definito i due manifestanti uccisi “terroristi interni”, una formula che aveva suscitato indignazione tra i democratici e critiche anche in alcuni ambienti repubblicani.

Ma non è l’unico episodio che avrebbe incrinato il rapporto con Trump. A irritare il presidente sarebbe stata anche una campagna pubblicitaria da circa 220 milioni di dollari promossa dal Dipartimento per la Sicurezza interna. L’iniziativa puntava a convincere gli immigrati irregolari a lasciare volontariamente gli Stati Uniti prima di essere espulsi.

La campagna avrebbe avuto meccanismi di finanziamento poco chiari

Secondo quanto emerso durante le audizioni parlamentari, la campagna avrebbe avuto meccanismi di finanziamento poco chiari. A rendere l’operazione ancora più controversa è stata la presenza della stessa Noem negli spot promozionali. In uno dei video più discussi, l’ex segretaria appariva a cavallo davanti al Monte Rushmore, nello Stato del South Dakota, da cui proviene.

Il risultato è stato un mix di polemiche politiche, interrogativi sui fondi utilizzati e critiche sull’efficacia della strategia anti immigrazione. A quel punto Trump avrebbe deciso di chiudere il capitolo.

Il nuovo volto scelto per guidare il Dipartimento della Sicurezza interna è Markwayne Mullin, senatore repubblicano dell’Oklahoma e figura molto vicina all’ala più dura del movimento Maga. Lo stesso Trump lo ha presentato come «un guerriero Maga», sottolineando la sua fedeltà politica e il suo profilo combattivo.

Mullin ha reagito con cautela alla nomina

Davanti ai giornalisti ha dichiarato di voler proseguire il lavoro svolto dalla sua predecessora, pur riconoscendo che «alcune cose non sono andate come previsto». Non ha però fornito ulteriori dettagli su quali cambiamenti intenda introdurre nel Dipartimento.

Dal canto suo Kristi Noem ha scelto di congedarsi senza polemiche dirette con il presidente. In un messaggio pubblicato su X ha ringraziato Trump per l’opportunità e ha difeso il lavoro svolto durante il suo mandato. «Abbiamo ottenuto risultati straordinari», ha scritto, sostenendo che più di tre milioni di immigrati irregolari avrebbero lasciato gli Stati Uniti durante la sua gestione. Una cifra che diversi esperti di politiche migratorie considerano però discutibile.

Il punto dell’opposizione

L’opposizione democratica ha accolto il licenziamento con giudizi durissimi. Il leader della minoranza alla Camera, Hakim Jeffries, ha commentato senza mezzi termini. «Noem se n’è andata. È una buona notizia, perché era un disastro», ha dichiarato, aggiungendo che un cambio di persona non basta senza un cambiamento di politica.

Il senatore Adam Schiff ha invece sollevato un’altra critica. «È al tempo stesso rivelatore e inquietante che sia stata licenziata per una campagna pubblicitaria e non per le azioni della polizia dell’immigrazione», ha osservato.

La sostituzione di Noem

La sostituzione di Noem arriva in un momento delicato per il Dipartimento della Sicurezza interna. Da metà febbraio l’agenzia vive una paralisi di bilancio perché i democratici al Congresso hanno condizionato l’approvazione dei finanziamenti a modifiche profonde delle politiche migratorie dell’amministrazione.

Quello di Noem è anche il secondo licenziamento pesante nell’amministrazione Trump negli ultimi mesi. A maggio era stato rimosso il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, finito nei guai dopo aver inserito per errore un giornalista in una chat riservata su Signal.

Il cambio al vertice della sicurezza interna arriva quindi mentre la Casa Bianca affronta una fase di forte tensione politica. E come spesso accade con Trump, la decisione è arrivata con una frase secca, pubblicata sui social, che ricorda i tempi del reality televisivo che lo ha reso famoso. Una comunicazione lampo che ha trasformato una giornata politica qualunque in un’altra scossa per Washington.