Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ordinato un rafforzamento immediato delle misure di protezione dopo nuove informazioni di intelligence che segnalano la preparazione di un massiccio attacco russo.
Un copione che si ripete: allerta, mobilitazione, difesa delle infrastrutture energetiche. Segno che la guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina continua a puntare non solo su obiettivi militari, ma sulla tenuta del sistema Paese, colpendo energia, trasporti e servizi essenziali.
“Ho incaricato – ha affermato Zelensky – il comandante dell’Aeronautica militare delle Forze armate dell’Ucraina Anatoly Kryvonozhko, il ministro della Difesa dell’Ucraina Mykhailo Fedorov e il capo di Ukrenergo Vitaly Zaichenko di predisporre le necessarie misure di protezione aggiuntive durante la giornata, tenendo conto delle informazioni di intelligence sulla preparazione di un massiccio attacco da parte della Russia”.
L’ordine coinvolge direttamente i vertici dell’Aeronautica, il ministero della Difesa e Ukrenergo, il gestore della rete elettrica nazionale. Una scelta che rivela dove potrebbe concentrarsi il colpo: difesa aerea e infrastrutture energetiche, il tallone d’Achille di Kiev.
Negli ultimi mesi Mosca ha affinato la strategia dell’usura sistematica, combinando droni e missili per saturare le difese e colpire centrali e nodi di distribuzione. Ogni attacco non mira solo a distruggere, ma a logorare: dai blackout ai razionamenti alle pressioni psicologiche sui civili.
L’annuncio di Zelensky suona come una corsa contro il tempo. Prepararsi “durante la giornata” significa che la minaccia è considerata concreta e piuttosto imminente. Ma dietro l’attivismo istituzionale resta una realtà brutale: a oltre due anni dall’invasione su larga scala, l’Ucraina continua a difendersi in condizioni di vulnerabilità cronica, mentre la Russia mantiene la capacità di colpire in profondità.
Se l’attacco annunciato dovesse concretizzarsi nelle dimensioni previste, sarà l’ennesimo tentativo di mettere in ginocchio un Paese già provato, misurando ancora una volta la resistenza delle sue difese e quella dei suoi alleati.







