Mistero sulla morte di Kurt Cobain: riemerge l’ipotesi che possa essere stato ucciso

Kurt Cobain

A distanza di oltre trent’anni, però, un team internazionale di scienziati forensi mette in discussione la versione ufficiale. Nel novembre 2025 è stato pubblicato sull’International Journal of Forensic Sciences lo studio intitolato “A Multidisciplinary Analysis of the Kurt Cobain Death”, che analizza nuovamente i rapporti dell’epoca, i materiali della scena del crimine e i risultati dell’autopsia. A rilanciare la notizia è stato il Daily Mail, citando ricerche condotte da esperti privati di medicina legale, tra cui Brian Burnett, che avrebbe già lavorato sul caso in passato. Le indagini si basano su una rilettura dettagliata della documentazione ufficiale.

Il ritrovamento per suicidio

Era l’8 aprile 1994 quando il leggendario frontman dei Nirvana venne trovato morto nella sua villa sul lago Washington, vicino Seattle. Aveva 27 anni, l’età tristemente nota come quella del “Club 27”, espressione che identifica un gruppo di influenti musicisti rock e blues scomparsi proprio a 27 anni, spesso in circostanze tragiche o legate all’abuso di sostanze. Un’età che ha portato via leggende come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Brian Jones, Amy Winehouse e lo stesso Kurt Cobain.

Cobain è stato una delle icone più influenti della musica rock degli anni Novanta, la cui eredità musicale continua a ispirare generazioni di artisti in tutto il mondo. La sua morte sconvolse la sua comunità e oggi quella ferita torna a sanguinare nel cuore di chi lo ha amato e venerato. E riemerge con forza l’ipotesi che Cobain possa essere stato vittima di un omicidio. All’epoca, le autorità di Seattle e i medici legali stabilirono che il cantante si fosse suicidato con un colpo di fucile Remington modello 11 calibro 20, di sua proprietà, mentre si trovava sotto l’effetto di un’overdose di eroina.

Le ipotesi degli esperti privati

Secondo questi esperti, Cobain sarebbe stato già in overdose quando uno o più aggressori avrebbero inscenato il suicidio, posizionando l’arma tra le sue braccia e lasciando un biglietto d’addio che potrebbe essere stato parzialmente falsificato.

La ricercatrice indipendente Michelle Wilkins sostiene che la revisione dell’autopsia renderebbe insostenibile la tesi del suicidio. Lo stato degli organi e i residui presenti nell’apparato digerente sarebbero incompatibili con una “morte istantanea”, mentre la necrosi del cervello e del fegato farebbe pensare a una deprivazione graduale di ossigeno.

Un dettaglio particolarmente controverso riguarda la scena del ritrovamento: la mano sinistra di Cobain fu trovata serrata intorno alla canna del fucile, ma completamente priva di schizzi di sangue, un elemento che, secondo gli esperti, non sarebbe coerente con la dinamica ufficiale.

I dubbi non finiscono qui

Con la quantità di eroina presente nel suo organismo, sarebbe stato altamente improbabile che il cantante riuscisse a maneggiare un’arma così pesante e ingombrante. Inoltre, alcune tracce di sangue sul fondo della camicia potrebbero indicare che il corpo sia stato spostato dopo la morte, rafforzando l’ipotesi di un omicidio mascherato.

Secondo i ricercatori, la parte iniziale del testo sarebbe autentica e riconducibile senza dubbi alla mano del musicista. Diversamente, le ultime quattro righe — quelle che fanno esplicito riferimento al suicidio — mostrerebbero differenze grafologiche evidenti, risultando più irregolari e “scarabocchiate”. Un’anomalia che fa ipotizzare possano essere state aggiunte in un secondo momento da qualcun altro, con l’obiettivo di rafforzare l’ipotesi del gesto volontario.

Nonostante il peso di queste nuove osservazioni, la possibilità di una riapertura ufficiale del caso appare al momento lontana. Sia il dipartimento di polizia di Seattle sia l’ufficio del medico legale della contea di King hanno dichiarato di non ritenere sufficienti gli elementi emersi per avviare ulteriori indagini.