Il risiko del food globale entra in una nuova fase e stavolta tocca uno dei comparti più simbolici: l’acqua. Nestlé ha deciso di mettere in vendita il 50% della sua divisione Waters, quella che raccoglie marchi iconici come Sanpellegrino, Acqua Panna e Perrier. Un’operazione che vale circa 5 miliardi di euro e che potrebbe cambiare gli equilibri di un settore apparentemente stabile ma in realtà attraversato da profonde trasformazioni.
Secondo le indiscrezioni, la partita si sta restringendo a due grandi protagonisti della finanza internazionale: il fondo francese Pai Partners e l’americano Clayton, Dubilier & Rice. Più defilato, almeno per ora, resta Kkr. La scelta finale dovrebbe arrivare nel giro di poche settimane, con l’obiettivo di chiudere l’operazione entro l’estate.
Nestlé Waters in vendita: perché il gruppo cambia strategia
La decisione di Nestlé non è isolata, ma si inserisce in una strategia più ampia che riguarda l’intero settore del largo consumo. Le multinazionali stanno progressivamente alleggerendo i portafogli, liberandosi delle attività meno redditizie per concentrare risorse e investimenti sui brand più performanti.
In questo contesto, la divisione Waters rappresenta un asset importante ma anche complesso da gestire, soprattutto in un mercato sempre più competitivo e sotto pressione. Non a caso il gruppo svizzero, come si legge anche nella pagina dedicata a Nestlé, sta puntando a una razionalizzazione delle attività.
La cessione del 50% ricalcherebbe modelli già adottati in passato, come nel caso della joint venture con Pai nel settore dei gelati o nella produzione di pizze surgelate. Una formula che consente di mantenere il controllo strategico, condividendo però rischi e investimenti.
Pai in vantaggio, CD&R pronto al sorpasso
Tra i due contendenti, il fondo francese Pai sembra avere una posizione di vantaggio. Il motivo è semplice: conosce già bene il partner. Dal 2013 è infatti socio di Nestlé nel gruppo Froneri, realtà che gestisce marchi come Häagen-Dazs e Coppa del Nonno.
Un rapporto consolidato che potrebbe facilitare la trattativa, anche se CD&R resta un competitor temibile, forte di una lunga esperienza in operazioni di private equity nel settore consumer. La partita, dunque, è tutt’altro che chiusa.
Crescono le acque italiane, frenano quelle francesi
Dietro la decisione di cedere una quota della divisione Waters si nasconde anche una dinamica interna fatta di risultati non omogenei. Da una parte ci sono le performance positive delle acque italiane, con Sanpellegrino e Acqua Panna in crescita costante sui mercati internazionali. Dall’altra, invece, emergono le difficoltà delle acque francesi.
Il caso più evidente è quello di Perrier, storico marchio oggi alle prese con problemi produttivi e con una reputazione appannata da polemiche legate a presunti trattamenti non conformi. Una situazione che ha inciso sull’immagine del brand e che ha contribuito a rendere meno lineare la performance complessiva della divisione.
Il grande riassetto del food globale
L’operazione Nestlé Waters non è un episodio isolato ma il tassello di un mosaico più ampio. Il settore alimentare globale è nel pieno di una trasformazione strutturale, con i grandi gruppi impegnati a ridisegnare le proprie strategie.
Negli ultimi mesi, per esempio, Unilever ha scorporato la divisione gelati, mentre Kraft Heinz ha portato avanti una serie di dismissioni. La direzione è chiara: meno dispersione, più focalizzazione sui marchi che garantiscono margini elevati.
In questo scenario, anche l’acqua – prodotto apparentemente semplice – diventa terreno di scontro tra finanza e industria. E il futuro di marchi storici potrebbe presto dipendere non solo dalla qualità delle sorgenti, ma dalle strategie dei grandi fondi internazionali.







