La difesa del territorio nazionale torna al centro della politica militare degli Stati Uniti. È questo il messaggio chiave della nuova Strategia nazionale di difesa (Nds) pubblicata dal Pentagono, che segna – secondo Washington – una svolta netta rispetto alle amministrazioni precedenti e ridisegna le priorità geopolitiche del Paese.
Pentagono: la sicurezza interna come obiettivo assoluto
Nel documento, la difesa degli Stati Uniti e dei loro confini terrestri, marittimi e aerei diventa “priorità assoluta”. Al centro della strategia figura il progetto Golden Dome for America, pensato per rafforzare il controllo dei cieli contro missili e droni, insieme al mantenimento di un deterrente nucleare robusto e moderno e allo sviluppo di difese cibernetiche avanzate e durature.
Washington ribadisce inoltre l’impegno a contrastare il terrorismo, con l’obiettivo dichiarato di “cacciare e neutralizzare” i gruppi jihadisti che abbiano la capacità e l’intenzione di colpire il territorio statunitense.
Indo-Pacifico e Cina: deterrenza senza cambio di regime
Uno dei pilastri della nuova strategia è il rafforzamento della presenza americana nell’Indo-Pacifico, area definita “cruciale” per l’equilibrio globale. Gli Stati Uniti puntano a mantenere una posizione di forza per contenere l’ascesa militare della Cina, senza però perseguire – almeno nelle dichiarazioni ufficiali – logiche di confronto ideologico o di cambio di regime.
L’obiettivo, si legge nel documento, è garantire che né Pechino né altri attori possano dominare gli Stati Uniti o i loro alleati, cercando al tempo stesso una “pace stabile”, relazioni rispettose e condizioni di equilibrio favorevoli a entrambe le parti.
Russia “gestibile” e più oneri agli alleati
Diverso il giudizio riservato alla Russia, definita una minaccia “gestibile”. In questo quadro, il Pentagono assegna a Europa e Corea del Sud maggiori responsabilità nella gestione delle rispettive aree di crisi. All’Europa, descritta come un attore “sempre più debole” sul piano globale, spetterà in particolare la difesa convenzionale del continente. Mentre a Seul il compito di contenere la Corea del Nord, con un supporto statunitense ritenuto “critico ma più limitato”.
Canale di Panama, Groenlandia e narco-terrorismo
La strategia dedica attenzione anche alla tutela degli interessi strategici statunitensi, sottolineando la necessità di garantire l’accesso militare e commerciale a snodi chiave come il Canale di Panama, il Golfo d’America e la Groenlandia. Viene inoltre ribadita la disponibilità a fornire al presidente Donald Trump opzioni militari credibili contro i cosiddetti narco-terroristi, ovunque si trovino.
Pentagono, industria della difesa e condivisione degli oneri
Infine, il documento insiste sul rafforzamento della base industriale della Difesa e su una maggiore condivisione degli oneri con gli alleati, considerata indispensabile per sostenere nel lungo periodo le nuove ambizioni strategiche degli Stati Uniti. Nel complesso, la nuova Nds del Pentagono fotografa un’America più concentrata sulla propria sicurezza interna, determinata a contenere la Cina nell’Indo-Pacifico e pronta a chiedere agli alleati un ruolo più attivo nella difesa regionale. Una strategia che ridefinisce equilibri e responsabilità in uno scenario internazionale sempre più instabile.







