Pier Silvio Berlusconi costretto a fronteggiare l’attacco mediatico di Corona: mentre infuria la bufera di Falsissimo vara la ristrutturazione del gruppo Mediaset

Pier Silvio Berlusconi

Mentre si trova costretto a fronteggiare l’attacco mediatico lanciato da Fabrizio Corona contro Mediaset e la famiglia Berlusconi, Pier Silvio sceglie di rispondere con una mossa industriale. Il numero uno del Biscione vara una profonda riorganizzazione di MFE-MediaForEurope che segna il passaggio da holding finanziaria a vera media company operativa, con una struttura pensata per coordinare in modo più diretto e integrato le attività del gruppo nei vari Paesi europei in cui opera.

La decisione di Pier Silvio

La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per il gruppo televisivo, che negli ultimi giorni è tornato al centro del dibattito mediatico. Proprio mentre la pressione esterna cresce, Pier Silvio accelera sulla trasformazione industriale di MFE, puntando a rafforzare la struttura di comando e la capacità operativa del gruppo su scala internazionale.

Il Consiglio di amministrazione ha approvato la nuova organizzazione del vertice, attribuendo al Ceo Pier Silvio Berlusconi anche il ruolo di Chairman e Group Chief Executive Officer. Fedele Confalonieri, figura storica del gruppo e presidente di Mediaset per oltre vent’anni, rimane statutory Chairperson, mantenendo la presidenza dell’assemblea della società con sede legale ad Amsterdam ma operativa e fiscale in Italia.

La riorganizzazione rappresenta uno dei passaggi più significativi della trasformazione avviata negli ultimi anni dal gruppo televisivo. L’obiettivo dichiarato è passare da una struttura puramente finanziaria, centrata sulla holding, a un’organizzazione capace di coordinare direttamente le attività editoriali, industriali e commerciali delle diverse società presenti nei mercati europei.

In questa prospettiva la nuova struttura prevede il passaggio da un modello organizzativo verticale a uno più orizzontale, nel quale le funzioni strategiche di staff vengono integrate a livello di gruppo. In questo modo MFE potrà gestire in modo unitario settori chiave come finanza, legale, advertising, risorse umane, tecnologia e comunicazione.

Il riassetto coinvolge numerose figure del management interno

Pasquale Straziota viene nominato General Counsel e coordinerà tutte le attività legali del gruppo. Marco Giordani, Chief Finance e International Business Officer, continuerà a occuparsi della supervisione finanziaria e dello sviluppo del business internazionale. Simone Sole assume il ruolo di Chief Financial Officer.

Sul fronte commerciale, Stefano Sala, Chief Global Advertising Officer, guiderà la raccolta pubblicitaria in tutti i Paesi in cui opera il gruppo attraverso la società MFE Advertising. Niccolò Querci, Chief Operating e Human Resources Officer, avrà invece la responsabilità delle funzioni di organizzazione, risorse umane, tecnologie, procurement e operations a livello di gruppo.

Tra le figure chiave del nuovo assetto resta anche Gina Nieri, Chief Institutional Affairs Officer, incaricata di rappresentare MFE nei contesti istituzionali e regolamentari internazionali. Mauro Crippa, Chief Corporate Communication Officer, continuerà invece a guidare la comunicazione corporate e i rapporti con i media per tutto il gruppo.

Il cambio di ruolo di Confalonieri ha comportato anche una modifica del regolamento del Consiglio di amministrazione, necessario per adeguare la governance alla nuova struttura societaria.

Accanto alla riorganizzazione del vertice, MFE ha deciso di rafforzare alcune aree strategiche destinate a diventare centrali nella competizione europea tra gruppi media. La prima riguarda lo sviluppo e il coordinamento delle innovazioni legate alle piattaforme digitali e all’intelligenza artificiale.

La nuova direzione

Questa nuova direzione, denominata Digital Innovation Strategy, farà leva sulle competenze già presenti nella sede di Monaco di ProSiebenSat.1, il gruppo tedesco entrato negli ultimi anni nell’orbita di MFE. La struttura sarà guidata da Dirk Voigtlänger e avrà il compito di sviluppare nuove strategie tecnologiche per rafforzare il posizionamento del gruppo nel mercato digitale.

Un’altra area su cui MFE intende puntare con decisione è quella dei dati. Nell’ambito del marketing strategico, Federico di Chio viene nominato Data and Media Currency Director con il compito di misurare e analizzare in modo integrato i risultati editoriali e commerciali del gruppo, sia sulla televisione tradizionale sia sulle piattaforme digitali.

Il nuovo assetto organizzativo, nelle intenzioni del gruppo, servirà a rendere MFE più efficiente e competitivo in un contesto europeo sempre più dominato dalla trasformazione digitale e dalla concorrenza delle grandi piattaforme globali.

Pier Silvio Berlusconi ha spiegato la logica della riforma con parole che indicano chiaramente la direzione intrapresa dal gruppo: “Questa nuova organizzazione renderà il gruppo integrato a livello internazionale. Così potremo agire concretamente per essere sempre più efficaci ed efficienti”.

Il numero uno di MFE ha sottolineato come la nuova struttura introduca una responsabilità di gruppo estesa a tutti i mercati in cui l’azienda è presente. “La struttura cambia nella sostanza: le funzioni di vertice da ora opereranno con una responsabilità di gruppo, su tutti i mercati in cui siamo presenti”, ha spiegato.

Secondo Berlusconi la riorganizzazione consentirà di valorizzare le competenze interne e allo stesso tempo aprire nuovi spazi per professionalità legate all’innovazione tecnologica. “È un assetto che valorizza consapevolmente le risorse e le competenze interne, lasciando allo stesso tempo spazio a nuove professionalità e rafforzando MFE per operare in modo sempre più solido e competitivo in Europa”, ha concluso.

La trasformazione di MFE in una media company operativa rappresenta quindi un passaggio strategico nella costruzione di un gruppo televisivo europeo integrato. Una scelta che arriva mentre il Biscione si trova ad affrontare una fase di forte esposizione mediatica, e che punta a consolidare la struttura industriale del gruppo proprio nel momento in cui la competizione nel mercato audiovisivo europeo diventa sempre più intensa.