A Sanremo, basta un nome per cambiare la traiettoria di una storia. E se quel nome è quello di Fabrizio Corona, il cortocircuito è assicurato. Così lo sfogo notturno di Elettra Lamborghini, nato come semplice racconto di stanchezza e nervosismo, si è trasformato in un piccolo caso mediatico con tanto di sottotrama gossip.
La cantante ha raccontato sui social di non essere riuscita a dormire nelle prime notti del Festival a causa della musica altissima proveniente da un locale. Un dettaglio che, in un’altra settimana dell’anno, sarebbe scivolato via senza clamore. Ma siamo a Sanremo, e ogni parola pesa il doppio. E soprattutto ogni parola viene agganciata a un nome.
Secondo diversi siti di gossip, nel locale indicato nelle conversazioni online – Villa Noseda – si sarebbe tenuta una serata con dj set di Alessandro Basciano. Fin qui nulla di straordinario: la Riviera durante il Festival è un continuo susseguirsi di party, ospitate, eventi privati e feste parallele. Il punto è che tra gli ospiti della serata, stando a quanto circolato sui social, ci sarebbe stato anche Fabrizio Corona. Nessuna conferma ufficiale da parte del locale, nessuna dichiarazione dello stesso Corona. Solo storie Instagram, incroci di immagini, deduzioni.
Ma il meccanismo mediatico è già partito.
Il nome di Corona, del resto, aleggia su questa edizione del Festival come una promessa sospesa. Dopo il clamore delle scorse settimane legato al Grande Fratello e ad Alfonso Signorini, aveva annunciato nuove puntate del suo format “Falsissimo”, lasciando intendere che sarebbero arrivate rivelazioni capaci di far tremare altri volti noti della tv. Molti avevano ipotizzato che avrebbe sfruttato proprio la vetrina di Sanremo per colpire ancora, come già accaduto in passato con altri protagonisti del mondo dello spettacolo. Per ora, però, nessuna “bomba” è esplosa. E così, anche una serata in un locale può diventare materia narrativa.
In questo contesto, lo sfogo di Elettra Lamborghini è stato letto da alcuni come l’ennesimo tassello di un clima agitato, quasi come se la sua insonnia fosse un effetto collaterale di un circo più grande. La realtà, probabilmente, è molto più lineare: musica ad alto volume fino a tardi, hotel pieni, artisti sotto pressione e poche ore di sonno. Ma quando nel racconto entra un personaggio come Corona, il registro cambia. Non si parla più solo di casse acustiche e decibel, ma di presenze, retroscena, incroci.
Sui social, intanto, il dibattito ha preso una piega diversa. Molti utenti hanno ironizzato sulla lamentela di Elettra, sottolineando il paradosso di una cantante associata a tormentoni e ritmi dance che si infastidisce per la musica notturna. “La regina dei party disturbata dalla dance” è diventato uno dei commenti più ricorrenti. Il meccanismo è semplice e spietato: il personaggio mangia la persona. Se sei identificata con il divertimento e il rumore, non puoi chiedere silenzio senza essere presa in giro.
Eppure, al netto dell’ironia, il tema resta concreto. Sanremo è una maratona fisica e psicologica. Tra prove, conferenze stampa, dirette e impegni promozionali, gli artisti vivono giorni compressi e notti accorciate. Dormire poco non è un vezzo, è un problema reale quando devi affrontare il palco più importante della musica italiana davanti a milioni di spettatori.
Il Festival, come sempre, ha due livelli paralleli. C’è quello ufficiale, fatto di canzoni e classifiche. E poi c’è quello sotterraneo, alimentato da storie Instagram, indiscrezioni, nomi che spuntano senza conferme. In questo secondo livello, basta un indizio per costruire una narrazione. Il fatto che non ci siano prove della presenza di Corona nella serata contestata non impedisce che il suo nome venga accostato alla vicenda. È la forza – e la debolezza – del racconto digitale: ciò che “sembra” diventa rapidamente ciò che “è”.
Così, nel giro di poche ore, una notte insonne è diventata un caso social. Elettra Lamborghini si è ritrovata al centro di ironie e meme, mentre attorno alla storia si addensavano suggestioni e sospetti. Sanremo 2026, ancora una volta, dimostra che il palco non è l’unico luogo dove si consuma lo spettacolo. A volte basta una cassa troppo alta, un nome ingombrante e una storia su Instagram per accendere il festival parallelo. E quello, come sempre, non ha bisogno di prove per fare rumore.







