Sanremo da 1,2 miliardi di visualizzazioni: è il secondo evento più commentato al mondo dopo il Super Bowl

Carlo Conti – Sanremo

Il sipario si è chiuso, ma i numeri restano. E raccontano un Festival che continua a dominare la scena mediatica italiana e internazionale. La serata finale di Sanremo 2026 è stata seguita in media da 11 milioni e 22mila telespettatori, con il 68,8% di share. Un dato inferiore rispetto ai 13 milioni e 427mila spettatori (73,1% di share) dell’anno scorso, ma comunque capace di confermare la forza dell’evento più identitario della televisione italiana.

Se la platea televisiva si assesta, è il fronte digitale a esplodere. Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay, parla di un risultato che segna un salto di dimensione: “Un miliardo e 200 milioni di visualizzazioni in totale sui social, di cui il 33% generato dagli account della Rai”. Le interazioni sono state 150 milioni, con circa il 30% proveniente dai canali ufficiali. La Total Reach ha raggiunto l’85,8% della popolazione italiana: il 60,7% intercettato dalla tv lineare, oltre il 25,1% da social e piattaforme digitali. “È il secondo evento più commentato al mondo dopo il Super Bowl”, sottolinea Capparelli, lasciando intendere che il sorpasso non sia impossibile.

Anche sul piano economico il Festival si conferma un asset strategico. L’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi, annuncia una raccolta complessiva di 72 milioni di euro, in crescita di oltre il 10% rispetto all’anno precedente. “Non era scontato né banale, viste le Olimpiadi – osserva –. Sanremo ha riaffermato la sua centralità. È un grandissimo asset, fa bene alla Rai ma fa bene a tutti”.

Nel giorno dell’ultima conferenza stampa, Carlo Conti fa un blitz. Nessuna domanda, solo un saluto. “Per me è un lavoro durato cinque anni, molto divertente, entusiasmante. Sono felice dei risultati, vado via con la medaglia d’oro e di bronzo”. Ricorda di aver chiesto lui stesso, due mesi fa, che il passaggio di consegne avvenisse in diretta: “Mi sembrava un segno di forte coesione aziendale e rispetto. Mi piaceva l’idea che, da un Festival dedicato al passato, a Pippo Baudo, si passasse il testimone al futuro a Stefano”. Si commuove ringraziando “Bruno, il pescatore che mi ha portato a pescare questi giorni a largo di Sanremo”, poi chiude con un “Viva la Rai!” che ha il sapore di una consegna compiuta.

Il passaggio di testimone a Stefano De Martino è stato definito “un unicum” dal direttore dell’Intrattenimento Prime Time, Williams Di Liberatore. “È stato un momento molto sentito e toccante, sia per l’azienda che per i protagonisti”. De Martino sarà conduttore e direttore artistico del 2027, affiancato da uno staff di direzione musicale guidato da Fabrizio Ferraguzzo. “Nessuno si muove da Sanremo – precisa Di Liberatore – ma vogliamo pensare a un progetto che connetta editorialmente l’Italia”. La scelta, chiarisce, è aziendale e condivisa con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi.

Restano aperte alcune questioni, come i possibili conflitti d’interesse legati ai rapporti di Ferraguzzo con il mondo discografico e del management. “È un tavolo aperto”, assicura Di Liberatore, spiegando che si stanno valutando modalità e perimetro del suo coinvolgimento.

Intanto lo sguardo è già puntato sull’Eurovision. “Teniamo molto all’evento, è il trampolino di lancio”, dice il vicedirettore Claudio Fasulo. Gabriele Corsi sarà alla conduzione; su 30 big, 27 hanno risposto positivamente all’adesione preventiva.

Sanremo chiude un ciclo e ne apre un altro. Gli ascolti televisivi segnano una lieve flessione, ma l’impatto complessivo cresce e si moltiplica sulle piattaforme. La musica resta il centro, ma attorno si muove un ecosistema che vale miliardi di visualizzazioni, milioni di interazioni e decine di milioni di euro. In un panorama frammentato, il Festival continua a essere uno dei pochi eventi capaci di tenere insieme generazioni, linguaggi e mercati. E di far parlare il mondo.