Per capire davvero l’ascesa di Serena Brancale bisogna partire dalla sua musica. Dagli anni di studio, dal jazz, dal blues e dalla sua anima profondamente pura, tale che Quincy Jones la definì un talento straordinario “benedicendo” la sua carriera. Questo apprezzamento ha consolidato la reputazione della Brancale come esponente di spicco del nu-soul/jazz italiano all’estero, influenzando il suo percorso artistico.
Prima dei numeri, prima dei trend, prima dei balletti virali
Chi la seguiva prima dell’esplosione social conosceva già la sua cifra stilistica: eleganza, tecnica, identità. Con Galleggiare, portata al Festival di Sanremo nel 2015, aveva mostrato una scrittura raffinata, costruita su armonie ricercate e una vocalità potente ma controllata. La sua era una proposta adulta, sofisticata, capace di fondere jazz, soul e pop d’autore in un linguaggio personale. Ma buona parte del pubblico la ignorava.
Negli album successivi, come Vita da artista e Je so accussì, ha consolidato un universo sonoro riconoscibile: contaminazioni R&B, radici pugliesi, uso del dialetto, arrangiamenti curati nei minimi dettagli. Serena è una musicista completa, capace di suonare, dirigere, arrangiare. Ogni suo brano racconta un’idea precisa, ogni sua scelta musicale ha un peso. La sua musica richiede attenzione, coinvolgimento, ascolto consapevole.
Dal vivo questa dimensione emergeva ancora di più. Era Gennaio 2024, all’Auditorium Parco della Musica di Roma la platea era quasi piena, in galleria superiore erano occupate giusto le prime sei file centrali, i laterali restavano vuoti. Una scena difficile da accettare, soprattutto davanti a un’artista di quel livello. Sul palco c’era intensità, groove, presenza scenica, teatralità e improvvisazione. Un talento gigantesco confinato in uno spazio di nicchia.
Poi arriva “Baccalà” e cambia la prospettiva
Il brano ha un’energia diversa: ritmo immediato, ironia, un ritornello che entra in testa al primo ascolto. La costruzione è più diretta, l’impatto è istantaneo e TikTok amplifica tutto. Il pezzo diventa colonna sonora di trend, video, coreografie. Serena entra in un flusso comunicativo nuovo, raggiunge un pubblico trasversale, si trasforma in fenomeno pop. Qui il pubblico si sveglia: inizia ad ascoltarla, ad ammirarla ed ecco che piano piano la cerchia degli ascoltatori si allarga a vista d’occhio.
Ad un’intervista del Corriere della Sera, Serena affermava: “In metro, un ragazzino seduto accanto a me sta sentendo Baccalà sul telefono, d’un tratto si volta e mi chiede se sono io. Canto in metro con lui e agli amici. Se ho capito di essere diventata famosa? In realtà me lo diceva mio fratello. Mi chiamava per dirmi: ‘Amore, sono in metro, ascoltano tutti Baccalà’. Sempre in metro, lo so. Ma io non ero sicura che fosse vero, mio fratello esagera”.
In questa fase emerge la visione del manager Carlo Avarello, che intercetta il potenziale del momento e lo trasforma in strategia. L’onda social viene gestita con lucidità, consolidata con presenza mediatica, alimentata con scelte mirate. L’identità dell’artista si espande, si rende più accessibile, trova un linguaggio adatto ai tempi.
Il contrasto tra la produzione precedente e quella esplosa online è evidente. Nei brani pre-virali (Frida, Andamento Lento, Disordine – ft Fiat 131, Soula) dominavano strutture articolate, modulazioni eleganti, una voce utilizzata come strumento espressivo pieno di sfumature. In “Baccalà” prevalgono ritmo, immediatezza, ripetizioni e dialetto barese. Due anime diverse che convivono nella stessa artista.
A Sanremo 2026 dopo “Anema e Core”
Adesso il ritorno al Festival di Sanremo con “Qui con me” rappresenta un passaggio chiave. Il palco dell’Ariston offre una visibilità enorme e impone solidità artistica. Se il brano porterà al centro la sua scrittura più intensa e sofisticata, il pubblico scoprirà l’intero spettro del suo talento. Ma se manterrà l’energia pop che l’ha resa virale, consoliderà il nuovo status di artista mainstream.
In ogni caso, la traiettoria è chiara: Serena Brancale oggi unisce competenza musicale e consapevolezza mediatica. Un tempo riempiva solo le prime file di una galleria. Oggi riempie i social, le radio, le piazze. La differenza sta nei numeri. Il talento è sempre stato lo stesso e finalmente è arrivato dove meritava di stare.
Possibile podio?
A poche ore dall’inizio della 76° edizione del Festival di Sanremo, c’è chi inizia a scommettere un possibile podio. Secondo gli esperti di Sisal, sul fronte delle canzoni Serena Brancale risulterebbe tra le favorite. Se i pronostici saranno rispettati, il suo ritorno potrebbe trasformarsi nella sua consacrazione definitiva.







