Il benessere mentale delle donne è profondamente connesso alla fase biologica della vita che stanno attraversando. Infatti, un ciclo mestruale irregolare, le terapie farmacologiche e momenti fisiologici come la perimenopausa e la menopausa possono incidere sull’equilibrio emotivo, aumentando pressione e senso di sopraffazione.
Tuttavia, troppo spesso salute mentale e dimensione biologica vengono affrontate come ambiti separati. La relazione tra ciclo irregolare, cambiamenti ormonali e benessere emotivo resta sottovalutata, nonostante le evidenze mostrino quanto questi aspetti siano strettamente intrecciati lungo tutto l’arco della vita.
L’indagine di Unobravo sul ciclo irregolare
La nuova indagine di Unobravo, servizio di psicologia online e Società Benefit, realizzata con Dynata su un campione di 1.001 donne italiane tra i 18 e i 60 anni, evidenzia dati importanti: negli ultimi 30 giorni oltre 1 donna su 3 dichiara di essersi sentita spesso o molto spesso emotivamente sopraffatta.
Le variazioni ormonali e fisiologiche, incluso il ciclo irregolare, sembrano avere un ruolo rilevante in questo stato emotivo, anche se raramente vengono considerate nella loro dimensione psicologica.
Ciclo irregolare: impatto sulla salute mentale
Se il carico mentale è una costante trasversale, lo stato biologico può amplificare la vulnerabilità emotiva. Tra le donne con ciclo irregolare o che assumono farmaci che incidono sull’assetto ormonale, la difficoltà nella gestione quotidiana delle emozioni aumenta: circa il 36% dichiara di non riuscire a gestirle, quasi 10 punti in più rispetto alla media femminile (27,1%).
Inoltre, il 47,3% delle donne segnala che dolori, cambiamenti fisici o stanchezza influiscono molto sul proprio benessere psicologico. La percentuale sale al 56% tra chi ha un ciclo irregolare o assume farmaci specifici. Anche la qualità del sonno ne risente: oltre metà delle donne di questo gruppo (54,2%) riferisce sonno scadente, contro il 38,7% di chi ha un ciclo regolare.
Menopausa, supporto e sfera lavorativa
La sensazione di non essere comprese aumenta nelle fasi di transizione biologica: circa il 40% delle donne in menopausa e perimenopausa dichiara che chi le circonda non comprende pienamente l’impatto emotivo. Quasi 1 su 2 afferma di non sentirsi supportata nei momenti di difficoltà.
Anche la sfera lavorativa incide: tra le lavoratrici che hanno sperimentato sopraffazione emotiva, il 42% ritiene che il lavoro abbia contribuito spesso o molto spesso a questo stato. Circa 7 su 10 segnalano che la propria azienda non mette in campo azioni concrete per sostenere il benessere psicologico.
Normalizzazione dello stress e pressione sociale
Tra le intervistate emerge una diffusa tendenza alla “normalizzazione” dello stress: 3 donne su 4 osservano che le difficoltà emotive vengono spesso considerate dagli altri come una conseguenza naturale della fase di vita attraversata.
Parallelamente, la pressione delle aspettative esterne incide: il 37% soffre per il confronto con i modelli sociali di ciò che dovrebbero essere o sentire, con più di 1 ragazza su 2 nella fascia 18-24 anni che sperimenta questa pressione.
Una nuova consapevolezza
Nonostante le sfide, emerge una forte spinta verso la cura di sé: circa il 51% delle donne italiane considera oggi la salute mentale una priorità assoluta, segno di una volontà diffusa di rimettere al centro il proprio equilibrio interiore.

La psicoterapeuta: Dottoressa Corena Pezzella
“Le diverse fasi biologiche della vita di una donna comportano trasformazioni profonde, che non si esauriscono nella dimensione fisica”, commenta la Dottoressa Corena Pezzella, psicoterapeuta e Clinical Manager di Unobravo.
“Prendersi cura della salute ginecologica e fisica è fondamentale, ma è altrettanto importante riconoscere e legittimare l’impatto psicologico delle trasformazioni e delle diverse condizioni che il corpo attraversa nelle varie fasi della vita. Normalizzare il disagio rischia di silenziare una richiesta di aiuto che merita invece riconoscimento, attenzione clinica e ascolto emotivo.”







