Emicrania nei bambini, un anticorpo potrebbe dimezzare gli attacchi

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Un anticorpo monoclonale può ridurre fino alla metà la frequenza degli attacchi di emicrania nei bambini e negli adolescenti. È quanto emerge da uno studio clinico internazionale che ha visto il coinvolgimento dell’Irccs San Raffaele di Roma.

La molecola in questione è il fremanezumab, un anticorpo monoclonale diretto contro il peptide correlato al gene della calcitonina (Cgrp). Il farmaco è stato approvato lo scorso agosto dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense per l’indicazione pediatrica, diventando la prima terapia anti-Cgrp autorizzata per la prevenzione dell’emicrania sia negli adulti sia nei bambini. È attualmente in corso l’iter di valutazione per una possibile approvazione anche in Europa.

I risultati arrivano dallo studio internazionale SPACE, pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha coinvolto 237 pazienti tra i 6 e i 17 anni affetti da emicrania episodica.

“Dopo soli tre mesi di trattamento, fremanezumab ha determinato una riduzione della frequenza degli attacchi di almeno il 50% in oltre metà dei soggetti, senza eventi avversi rilevanti – afferma Piero Barbanti, coautore della pubblicazione, direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’Irccs e ordinario di Neurologia all’Università San Raffaele – un risultato impensabile fino a pochi anni fa”.