Il nome di Romina Gingasu, imprenditrice romena e moglie di Piero Ferrari, è citato in un fascicolo giudiziario ribattezzato dai media locali “Sexgate”. A rilanciare la notizia è stata România TV, che afferma di essere entrata in possesso dell’atto d’accusa relativo a un’inchiesta del 2015 su un presunto giro di prostituzione di lusso.
Secondo i documenti pubblici del procedimento, nell’udienza del 20 novembre 2015 il nome di Gingasu sarebbe menzionato al punto e) tra i testimoni. Nel medesimo fascicolo si fa riferimento all’imputata Dumitru Mirela Alexandra, sottoposta alla misura del controllo giudiziario con divieto di avvicinarsi agli altri partecipanti ai reati e ai testimoni del caso, nonché di comunicare con loro, direttamente o indirettamente.
Dai documenti emerge che il nome di Romina Gingasu compare nel dossier che avrebbe coinvolto ambienti facoltosi, dopo che era emerso come alcune ragazze venissero invitate da uomini disposti a pagare fino a 2.000 euro per una notte. In base agli atti citati dai media, una delle escort avrebbe ricevuto in cambio un appartamento nella Capitale, mentre le intermediarie avrebbero incassato fino a 500 euro per ogni mediazione.
Tra i nomi riportati nel dossier figurano Diana Guresoaie, Lavinia Despina, Ramona Popescu, Mirela Dumitru, Georgiana Constantin e Diana Nicoras. L’inchiesta avrebbe portato al fermo di 33 persone, tra cui assistenti televisive, modelle e hostess. Il gruppo sarebbe stato composto da otto donne che avrebbero mediato rapporti sessuali a pagamento per altre 25 giovani, “con somme guadagnate intorno ai 1.500–2.000 euro per ogni rapporto facilitato”.
Nel fascicolo, Gingasu non risulta indagata ma citata come testimone. Secondo quanto riportato, tra le carte figurano trascrizioni di conversazioni intercettate, con riferimenti a dettagli sugli incontri, sugli orari e sulle modalità degli appuntamenti.
Parallelamente alla vicenda giudiziaria, l’imprenditrice ha costruito negli ultimi anni un profilo pubblico legato agli investimenti immobiliari e al lusso. Le sue operazioni si concentrerebbero nelle zone di pregio di Bucarest, tra Floreasca e l’area Nord, con movimentazioni che, secondo fonti locali, avrebbero raggiunto complessivamente i 10 milioni di euro in un breve arco temporale.
Gingasu ha inoltre acquisito il 45% di Palazzo Marsigli a Bologna, storico edificio del Settecento, e possiede due appartamenti a Monte Carlo. In diverse interviste ha spiegato di preferire “proprietà uniche in edifici importanti” e di aver investito durante la fase di ribasso del mercato immobiliare legata alla pandemia.
La 33enne e Piero Ferrari si sono conosciuti quando lei lavorava per Bombardier e seguiva la vendita di velivoli privati. La relazione è culminata nel matrimonio celebrato nel 2021 a Capri. Gingasu ha scelto di mantenere il proprio cognome.
Sul piano mediatico, il suo nome è stato più volte oggetto di discussione pubblica, anche per lo stile di vita esibito tra opere d’arte, auto di lusso e viaggi in jet privato. Tra gli acquisti recenti figura una Ferrari SF90 XX Spider, mentre secondo indiscrezioni la coppia avrebbe ordinato un Bombardier Challenger 3500, con consegna prevista in coincidenza con l’anniversario della loro relazione.
Al momento, non risultano provvedimenti giudiziari a carico di Romina Gingasu nell’ambito del fascicolo citato dai media romeni. La sua posizione, stando agli atti riportati, sarebbe quella di testimone in un’inchiesta che continua a far discutere negli ambienti dell’alta società romena.







