Chi c’è dietro gli outfit dei big di Sanremo? Stilisti, brand e tanto altro

Outfit Big di Sanremo 2026

Che la settimana santa sanremese abbia inizio. Si accende la televisione e per una settimana si reitera il tormentone: “ma come si veste?!”. Sanremo ha un potere metamorfico: trasforma ogni spettatore anche in fashion critic. Ai cantanti si attribuiscono colpe e meriti degli outfit, senza tener conto del fatto che le scelte sono meditate, talvolta strategiche e assemblate da veri esperti. La domanda, allora, è meglio che diventi: “ma chi vi veste?!”. In attesa della prima serata, si fa menzione di alcuni degli stylist, fantasticando e pronosticando su ciò che ci si aspetta per i prossimi giorni.

La stylist Rebecca Baglini: dai Ricchi e poveri ad Arisa passando per Malika Ayane

Rebecca Baglini è la stylist che nel Sanremo del 2024 ha avuto l’acuta intuizione di avvolgere i Ricchi e Poveri nel gigante fiocco Vivetta. Quest’anno segue Arisa che, durante la sfilata sul blue carpet sanremese, era rivestita d’un piumato Dries Van Noten. Luminosa più che mai anche grazie al trucco, agli orecchini e al dettaglio dei collant bianchi, ultimamente in tendenza tra le chic Pinterest girls. Pare che Baglini progetti per lei un look più sofisticato, lontano dagli improponibili outfit di pelle, dai tagli di capelli estremi e dalle sproporzioni nell’accostamento dei rossetti dell’Arisa delle scorse partecipazioni.

Eppure i look più memorabili di Rebecca Baglini non si distinguono per la sobrietà. Basti pensare al completo Moschino con gli Orsetti scelto per Dargen D’Amico nel Sanremo 2022. Il pigiama in cui Dargen è stato avvistato sul carpet di ieri sera, corredato di una lunga vestaglia-piumino Mordecai, è stato scelto anche quest’anno da lei. Singolari le scarpe, anche queste in tendenza sul web. Completano un look simile a quello degli spettatori da casa suggerendo una tendenza alla gimnopodia dilagante negli ultimi Sanremo (Madame e Rose Villain hanno fatto dello scalzismo un imperativo).

Baglini non conosce mezze misure: tra l’assoluta eleganza di Arisa e la stravaganza di Dargen, una punizione totale per Malika Ayane. Si è deciso di vestirla di un lungo e spento cappotto nero,  insensatamente chiuso fino al collo. Unico colore, si intravede il blu elettrico di un turtleneck al di sotto di un altro maglione nero. Tutelare la salute dal freddo sì, ma anche meno! Un look firmato Jil Sander troppo asciutto, più indicato per un primo giorno da impiegata d’azienda che per un carpet inaugurale del Festival della Canzone Italiana.

Lorenzo Oddo veste Levante, Olly, Ditonellapiaga

Ben diversa è la scelta fatta da Lorenzo Oddo per Levante. Altro cappotto lungo. Anzitutto più prezioso: un cappotto blu notte Emporio Armani con collo e bottoni in raso neri. Il turtleneck nero era cinto da un collier oro e l’unico dettaglio colorato era nelle calze rosa, meno aziendali dei pantaloni di Malika, con slingback nere e morsetto sulla punta. Veramente chic!

Non bisogna dimenticare poi che Oddo è frequentatore di Emporio Armani: lo scorso anno l’ha fatto indossare al vincitore, Olly.  In più Oddo, laureato all’Istituto Marangoni, ha una sfida quest’anno: lo styling di Ditonellapiaga, un personaggio che si declina già in un’estetica e in parte grazie a questa estetica. La pressione degli spettatori si accompagna a quella di un patrimonio da valorizzare. I pois dei collant, il fiocco nero nei capelli, l’immancabile rosso sulle labbra sono buoni elementi di partenza. Il piumato bicolore sarebbe stato molto bello preso singolarmente. Messo in un contesto in cui c’è già così tanto, però, rischia di svilire il tutto e suggerire l’immagine di una che sta andando in aeroporto, non ha più spazio in valigia e tenta di mettersi tutto ciò che può addosso per superare i controlli e portare tutto. Le scarpe mismatched sono di tendenza, un po’ didascaliche per Ditonellapiaga.

Nello styling sanremese spicca Susanna Ausoni

Altro personaggio di spicco nello styling sanremese: Susanna Ausoni. Anche lei ha vestito due vincitori nel 2022: Mahmood e Blanco. Ha scelto Antonio Marras per Michele Bravi e Emporio Armani per Tommaso Paradiso. Di Michele Bravi non disturbava neppure la sottile incongruenza tra la fantasia dell’abito e quella del cappotto, molto ben bilanciata dalla camicia azzurro cenere. Vorrei, piuttosto, capire che senso avesse, in un outfit così elegante, quella catenella pendente. A cosa era agganciata? Per cosa? Tommaso Paradiso era pulito, semplice. Colpiva molto la spilla sul cappotto. Risulta assurda, quindi, la scelta di rovinare tutto aprendo la camicia per rivelare la “maglia della salute”. Anche le Bambole Di Pezza sono vestite da Susanna Ausoni. Nel complesso erano omogenee, abbastanza incomprensibile la scelta dei pellicciotti sui pantaloni estivi, sconquassante quell’orrido chiodo panna sul bianco, quegli stivali bianchi. Tutto Richmond, effetto agghiacciante per regine delle nevi.

Michele Potenza veste Renga, Luchè e Fulminacci

Francesco Renga è seguito da Michele Potenza. Nomen omen, dicevano i latini. Michele Potenza è stylist di Damiano dei Maneskin, responsabile del suo apprezzato styling in Valentino nella scorsa edizione. Ci chiediamo allora se non sia un tentativo di sabotaggio o una scelta strategica quello di far apparire Francesco Renga come un uomo in piena crisi di mezza età che va a giocare a carte nella piazza del paese col giubbotto di pelle insieme agli amici. Potenza ha fatto invece un ottimo lavoro su Luchè e Fulminacci, eleganti nella modernità.

Fiammeggiante Patty Pravo con veletta, in un abito massiccio da Signora della canzone italiana. Simone Folco, suo stylist dal 2012, ha anticipato a Vanity Fair che la vedremo scintillare. Serena Brancale, invece, ripulita da cut dress colorati, spacchi vertiginosi e opinabili stivaletti metallici, si presenta quest’anno in una veste più sobria, vicina al suo spirito jazz. Responsabile di questo rebrand è Carlotta Aloisi. La precedente stylist, invece, Ylenia Puglia, vestirà J-Ax, LDA e Aka 7even.

Anche per Samurai Jay è stato scelto un look più sobrio, indicato per l’occasione, a partire dalla capigliatura. Benché l’ecopelle, indossata anche da Aka 7even, sia stato usato e abusato per i giovani big, il dettaglio jeansato del cappotto double face colpisce. Più audace la pelliccia di Sayf, seguito da Carlotta Aloisi, stylist di Serena Brancale. 

Grossi nomi dell’editoria e degli editoriali fashion

Lo styling di Elettra Lamborghini è affidato a Ellen Mick che l’ha vestita in Yanina Couture ieri sera, Maria Antonietta e Colombre, invece, sono seguiti da Francesca Piovano, fashion editor di Rolling Stone Italia. Kristi Veliaj, invece, stylist di Nayt, collabora con Numéro Magazine.

Infine un debutto: Gaia Bonfiglio

Gaia Bonfiglio, assistente di Simone Furlan nello styling di Lazza nel 2023, per la prima volta a Sanremo curerà lo styling di Mara Sattei e di Tredici Pietro.

di Camilla Pignatiello