Irina Shayk a Sanremo, il glamour e le 40 citazioni dirette della modella negli Epstein Files

Mercoledì scorso Irina Shayk è salita sul palco dell’Ariston come ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Nude look calibrato, postura impeccabile, un saluto, qualche battuta. Nessuna polemica, nessuna tensione. Una presenza internazionale pensata per dare lustro alla kermesse. Fine della storia? Solo in apparenza.

Perché mentre a Sanremo si parlava di musica e classifiche, negli Stati Uniti continuano a circolare e a essere analizzati gli Epstein Files: migliaia di pagine tra email, agende, calendari e memorandum sequestrati nell’ambito dell’indagine su Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale di minorenni e sfruttamento sistematico di giovani donne, morto in carcere nel 2019 prima del processo.

Dentro quel materiale, il nome di Irina Shayk compare ripetutamente. Non in un trafiletto secondario, ma in documenti che riguardano direttamente richieste di incontri e appuntamenti fissati o tentati dal finanziere e dal suo entourage.

Uno dei documenti citati negli atti – identificato con il codice EFTA02024486 – riporta una mail datata 31 gennaio 2012 in cui Ramsey Elkholy scrive a Jeffrey Epstein chiedendo: “C’è interesse a incontrare Irina Shayk uno di questi giorni della settimana?”. Non un riferimento generico, ma una domanda diretta, con tanto di data e oggetto del messaggio.

Un altro documento, EFTA02011451, riporta una comunicazione in cui si legge: “Barbro sta ricontattando… dice che spera di vederti domani pomeriggio insieme ad Andrew Hessel… Per favore fai sapere”, seguita da una lista di appuntamenti per il 14 febbraio tra i quali figura “Appuntamento con Irina Shayk (amica di Ramsey)”. Il nome è scritto in modo chiaro, senza ambiguità.

Ancora più esplicito è il documento EFTA00929422, che contiene una comunicazione del tipo: “Jeffrey è in città questa settimana e vorrebbe incontrare Irina Shayk. Tu e Irina potreste essere disponibili alle 17:30 di domani 14? Oppure in qualche momento della giornata di mercoledì 15? Parla con Irina e fammi sapere cosa va bene… puoi anche indicarmi alcuni giorni o orari… Se il fine settimana è meglio, va bene lo stesso… ma cerchiamo di fissare qualcosa in agenda!”.

Non si tratta di un’unica citazione isolata. Secondo le ricostruzioni giornalistiche americane, il nome della modella russa compare in circa 40 documenti interni al dossier. Una presenza costante nelle agende del finanziere, in un periodo in cui Epstein aveva già alle spalle una condanna in Florida per reati sessuali legati a una minorenne.

In quel contesto, Epstein stava consolidando la sua rete nel mondo della moda. Aveva fondato la MC2 Model Agency insieme al talent scout francese Jean-Luc Brunel. Brunel, figura centrale dell’industria fashion tra Parigi e New York, è stato arrestato in Francia nel 2020 con accuse di violenze sessuali su minori e trovato morto in carcere nel 2022. Secondo la procura francese, Brunel era sospettato di aver organizzato il trasporto e l’alloggio di giovani modelle per conto di Epstein.

Nei documenti federali emerge come Epstein continuasse a programmare incontri con modelle anche dopo la sua condanna del 2008. In alcuni casi, le riunioni coincidevano con eventi mediatici di grande visibilità. Il 14 febbraio 2012, ad esempio, data in cui in agenda figura un appuntamento con Irina Shayk, la modella era a New York per il lancio dello Sports Illustrated Swimsuit Issue, in cui aveva ottenuto uno spazio di rilievo. Quella stessa sera partecipava a trasmissioni televisive e promozioni pubbliche.

Il calendario sequestrato mostra che l’orario dell’incontro con Shayk non era ancora definito la mattina stessa del 14 febbraio, con tre punti interrogativi accanto al suo nome in una mail inviata dall’assistente Lesley Groff. Un dettaglio che dimostra come il meeting fosse in fase di definizione operativa.

Nel medesimo periodo, Epstein aveva in agenda incontri con altre modelle di fama internazionale, tra cui la slovacca Zuzana Gregorova e Polina Such, oltre a meeting programmati con lo stesso Brunel. Il filo conduttore era l’agenzia MC2 e la possibilità di reclutare nuovi volti nel circuito fashion globale.

Il quadro che emerge dalle carte non è quello di un episodio occasionale, ma di una strategia sistematica di contatti con modelle di alto profilo. Irina Shayk è inserita in questo circuito documentale in modo reiterato.

Negli Stati Uniti, il caso Epstein resta una ferita aperta. Le carte hanno coinvolto figure politiche e imprenditoriali di primo piano. Il nome di Donald Trump compare migliaia di volte nei documenti dell’inchiesta, alimentando un confronto politico ancora vivo. Il principe Andrea ha perso titoli e ruolo pubblico in seguito al suo coinvolgimento nella vicenda. Il sistema di relazioni costruito da Epstein continua a essere oggetto di analisi giudiziaria e mediatica.

In questo scenario, la presenza di Irina Shayk al Festival di Sanremo assume un significato che va oltre la passerella. Non perché sul palco sia accaduto qualcosa di controverso, ma perché il suo nome è legato a uno dei dossier più inquietanti dell’era contemporanea.

Carlo Conti ha risposto che non controlla “file e controfile” quando sceglie un’ospite. Una posizione che rivendica la separazione tra spettacolo e inchieste giudiziarie. Ma nel 2026 quella separazione è sempre più fragile. La reputazione pubblica non è più soltanto un fatto estetico: è un intreccio di archivi digitali, atti processuali e memoria collettiva.

Irina Shayk è stata un’apparizione elegante all’Ariston. Negli Epstein Files è un nome ricorrente in agende e richieste di incontro del finanziere più discusso degli ultimi vent’anni. Sanremo ha scelto di guardare il primo aspetto. Il secondo resta scritto nelle carte federali americane.