Sal Da Vinci e Paola, un amore nato a 15 anni e consacrato a Mergellina: la dedica di “Per sempre sì” e la casa sognata sul mare

Sal Da Vinci e la moglie Paola

Ci sono amori che nascono sotto i riflettori e altri che crescono lontano dalle telecamere, prima ancora che le luci si accendano. La storia tra Sal Da Vinci e Paola Pugliese appartiene alla seconda categoria: un colpo di fulmine adolescenziale, una pausa dolorosa, un ritorno definitivo e una promessa che, a distanza di oltre quarant’anni, continua a reggere.

È il 1984 quando tutto comincia. Sal ha 15 anni e viene trascinato dall’amico del cuore alla festa di compleanno della cugina Paola, che ne compie 16. Lei è bruna, sorriso abbagliante, presenza che non passa inosservata. Lui resta colpito all’istante. Non c’è bisogno di strategie: si piacciono, si scelgono, “si mettono” insieme. Un amore istintivo, totalizzante, forse ancora acerbo ma già serio nella sua intensità.

Sono ragazzi, però. E come spesso accade quando si cresce insieme, arrivano anche le prime incomprensioni. Litigi, fragilità, differenze di carattere che si acuiscono mentre ciascuno cerca la propria strada. Dopo qualche tempo si lasciano. Restano lontani un anno e mezzo. È una distanza che pesa, che insegna. Quando si ritrovano, la decisione è solenne: non si lasceranno più.

Nel 1992 arriva il matrimonio. Lei con un abito da principessa delle favole, lui con i capelli lunghi, dentro una chiesa che per entrambi è casa: quella di Piedigrotta, a pochi passi dal mare di Mergellina. La famiglia di Sal — all’anagrafe Salvatore Michael Sorrentino — abita in una strada alle spalle della chiesa, Paola in piazza Sannazaro. È un sì pronunciato davanti alla comunità di sempre, nella geografia sentimentale che li ha fatti crescere.

Appena sposati vanno a vivere dalla mamma di lui. Non possono permettersi altro. L’anno dopo nasce Francesco, il primogenito, e la giovane coppia si trasferisce a Pianura, in una piccola casa di Mario, il papà di Sal, in una zona periferica di Napoli. Il sogno, però, resta quello di tornare a Mergellina. Ci riescono. E scelgono un appartamento di 47 metri quadrati nello stesso palazzo dove Sal è cresciuto. Una famiglia di quattro persone — nel frattempo è arrivata Annachiara — stretta in pochi spazi, ma con un orizzonte chiaro: stringere i denti.

La vita, però, non concede tregue facili. Arrivano prove che mettono a dura prova qualsiasi equilibrio: la meningite di Francesco, un angioma sul volto che Annachiara presenta alla nascita. Momenti in cui la paura entra in casa senza bussare. È lì che il loro amore diventa collante, struttura, argine. Restano uniti. Non per abitudine, ma per scelta quotidiana.

Paola, dopo le nozze, lascia il lavoro. Da ragazza aveva fatto la figurante in tv, poi, dopo il diploma, aveva lavorato come estetista. Decide di dedicarsi alla famiglia e di essere il punto fermo di Sal, l’uomo che scrive canzoni e vive di palcoscenici. Conosce d’istinto il valore dei ruoli: sa che accanto a un artista serve stabilità, che il successo va accompagnato con equilibrio. Gli offre tranquillità e calore, mentre lui impara a tenere insieme impegni pubblici e vita privata senza creare fratture.

Sal, del resto, debutta a sei anni. È cresciuto nel mondo dello spettacolo, conosce le sue regole e i suoi rischi. Ma nella gestione della fama sceglie la sobrietà, una linea che protegga la coppia e i figli. La struttura della famiglia viene prima di tutto.

Oggi Paola è al suo fianco anche a Sanremo, mentre lui porta sul palco “Per sempre sì”. Non è solo un titolo: è una dichiarazione che affonda le radici in quella festa di compleanno del 1984, in una chiesa affacciata sul mare, in 47 metri quadrati condivisi senza rimpianti, in promesse rinnovate dopo un anno e mezzo di distanza.

Dietro gli applausi dell’Ariston c’è questa storia. Un colpo di fulmine a 15 anni che non si è spento. Un sogno di casa a Mergellina diventato realtà. E un “sì” pronunciato una volta sola, ma tenuto vivo ogni giorno.