Sanremo galleggia, ma non vola. La seconda serata del Festival 2026 chiude con 9 milioni e 53 mila spettatori di media e il 59,5% di share in total audience. Un dato che migliora la percentuale rispetto alla prima serata, ferma al 58%, ma che non riesce a invertire la tendenza sul numero assoluto di telespettatori. Anzi, il confronto con il 2025 è severo: quasi tre milioni di spettatori in meno e cinque punti di share persi.
L’anno scorso, infatti, la seconda serata aveva fatto segnare 11 milioni e 800 mila spettatori, pari al 64,6% di share. Un divario che pesa e che certifica un calo evidente. Non un crollo, ma una flessione significativa in un contesto dove ogni punto percentuale viene analizzato al microscopio.
Il picco di ascolto in valori assoluti è arrivato alle 21.57, quando 13 milioni e 706 mila telespettatori erano sintonizzati su Rai1 per l’ingresso in scena della co-conduttrice Pilar Fogliati. Un momento chiave che ha catalizzato l’attenzione del pubblico. Il picco di share, invece, è stato registrato alle 00.48, con il 66,1%, durante lo show di Lillo. Segnali che confermano come il Festival riesca ancora a creare appuntamenti interni alla serata capaci di concentrare l’audience.
Se allarghiamo lo sguardo agli anni precedenti, il 2026 si colloca in una zona intermedia. Nel 2024 la seconda serata aveva raccolto 10 milioni e 361 mila spettatori con il 60,1% di share. Al dettaglio, la prima parte aveva ottenuto 13 milioni e 434 mila spettatori con il 57,6%, mentre la seconda parte 6 milioni e 899 mila con il 66,2%. L’anno prima, nel 2023 gli spettatori erano stati 10 milioni e 545 mila con il 62,3% di share, con un picco assoluto di 16 milioni e 693 mila durante l’esibizione di Morandi e un picco di share del 71,2% all’1.24.
Tornando al 2022 la media si attestava a 11 milioni e 320 mila spettatori con il 55,8% di share. Nel 2021, anno segnato dalla pandemia e dall’assenza di pubblico in sala, la seconda puntata aveva raccolto 7 milioni e 586 mila spettatori con il 42,1% di share. Nel 2020, primo anno di Amadeus, la seconda serata si era fermata a 9 milioni e 693 mila spettatori con il 53,3%.
Interessante anche il confronto con i Festival condotti da Carlo Conti prima dell’era Amadeus. Nel 2015 la seconda serata aveva registrato 9 milioni e 958 mila spettatori con il 39,8% di share. Nel 2016 si era saliti a 10 milioni e 639 mila con il 47,6%, mentre nel 2017 gli spettatori erano stati 10 milioni e 231 mila con il 44,6%. Numeri che mostrano come il peso percentuale del Festival sia cresciuto nel tempo, anche in presenza di platee numericamente più contenute.
Va considerato anche l’apporto delle nuove modalità di fruizione. Lo scorso anno si erano registrati 11,4 milioni di spettatori da tv tradizionale e circa 400 mila da altri dispositivi. I video on demand scaricati su RaiPlay relativi al Festival hanno raggiunto quota 300 mila. Un ecosistema che amplia il perimetro dell’ascolto, ma che rende più complesso il confronto diretto con il passato.
Il dato del 2026 racconta dunque un Festival ancora centrale, capace di sfiorare il 60% di share in un panorama televisivo frammentato, ma che non riesce a replicare l’exploit dell’edizione precedente. La percentuale regge, il pubblico assoluto si assottiglia. E nel gioco degli equilibri sanremesi, ogni decimale diventa materia di analisi.







